Molte persone si chiedono se un divorzio ottenuto all’estero sia valido in Italia e quali siano i passaggi necessari per farlo riconoscere.
Chi ha ottenuto un divorzio all’estero, sia in uno Stato dell’Unione Europea sia in un Paese extra UE, può trovarsi nella necessità di far riconoscere quella decisione anche in Italia. Un passaggio spesso indispensabile, per aggiornare lo stato civile nei registri italiani, consentendo ad esempio la celebrazione di un nuovo matrimonio o la corretta regolazione di ulteriori rapporti personali e patrimoniali.
Le modalità di riconoscimento della sentenza straniera cambiano tuttavia a seconda dello Stato che ha pronunciato il divorzio.
Nei rapporti tra Paesi dell’Unione Europea il riconoscimento è generalmente automatico in base al Regolamento Bruxelles II-ter;
mentre per le decisioni provenienti da Stati extra UE possono essere necessari ulteriori procedure e verifiche.
Senza la trascrizione o il riconoscimento della decisione straniera nei registri italiani dello stato civile, per l’ordinamento italiano il matrimonio potrebbe risultare ancora formalmente esistente, con conseguenze rilevanti sul piano dello stato civile, dei rapporti patrimoniali e della possibilità di contrarre nuove nozze.
Questi casi rientrano nel più ampio ambito del diritto di famiglia internazionale, che regola le controversie familiari quando i coniugi hanno cittadinanze diverse, o quando le decisioni sono pronunciate all’estero.
Trascrizione del divorzio estero in Italia: in 30 secondi
Un divorzio ottenuto all’estero può essere riconosciuto in Italia, ma la procedura varia a seconda dello Stato che ha pronunciato la decisione.
Se la sentenza proviene da uno Stato membro dell’Unione Europea, il riconoscimento è generalmente automatico.
Perché il divorzio produca effetti in Italia è comunque necessaria la trascrizione della decisione nei registri dello stato civile.
Se il divorzio è stato pronunciato in uno Stato extra UE, può essere necessario un procedimento davanti alla Corte d’Appello.
La corretta predisposizione dei documenti e delle traduzioni è essenziale per evitare ritardi o contestazioni.
Divorzio ottenuto in un Paese UE: riconoscimento in Italia
Quando la sentenza di divorzio è pronunciata in uno Stato membro dell’Unione Europea (ad eccezione della Danimarca), il riconoscimento negli altri Stati membri è disciplinato dal Regolamento Bruxelles II-ter (Regolamento UE 2019/1111), applicabile dal 1° agosto 2022.
Il regolamento si fonda sul principio del reciproco riconoscimento delle decisioni tra Stati membri, volto a facilitare la circolazione delle decisioni giudiziarie in materia matrimoniale e di responsabilità genitoriale.
Il principio è espresso chiaramente dall’articolo 30 del regolamento.
Art. 30 – Regolamento (UE) 2019/1111
Bruxelles II-ter · Riconoscimento delle decisioni
1. Le decisioni pronunciate in uno Stato membro sono riconosciute negli altri Stati membri senza che sia necessario il ricorso ad alcun procedimento particolare.
2. In particolare, e fatto salvo il paragrafo 3, non è necessario alcun procedimento particolare per l’aggiornamento delle iscrizioni nello stato civile di uno Stato membro a seguito di una decisione di divorzio, separazione personale dei coniugi o annullamento del matrimonio pronunciata in un altro Stato membro, contro la quale non sia più possibile proporre impugnazione secondo la legge di detto Stato membro.
In concreto, per procedere alla trascrizione della decisione nei registri dello stato civile italiano è normalmente sufficiente presentare:
- copia autentica della sentenza di divorzio;
- il certificato previsto dal regolamento europeo rilasciato dall’autorità giudiziaria dello Stato che ha pronunciato la decisione;
- la traduzione ufficiale dei documenti, se richiesta dall’ufficiale dello stato civile.
La documentazione viene quindi presentata all’Ufficiale di Stato Civile del Comune italiano competente, che provvede all’annotazione della decisione a margine dell’atto di matrimonio.
Divorzio pronunciato in uno Stato extra UE
Quando il divorzio è stato pronunciato in un Paese non appartenente all’Unione Europea, il riconoscimento della decisione è disciplinato dal diritto internazionale privato italiano, in particolare dalla legge 31 maggio 1995 n. 218.
In questi casi il riconoscimento non è automatico. Può essere necessario promuovere un procedimento davanti alla Corte d’Appello competente, che verifica la sussistenza di alcuni requisiti fondamentali.
Tra le condizioni generalmente richieste rientrano:
- la competenza del giudice straniero secondo i criteri del diritto internazionale privato;
- il rispetto del diritto di difesa delle parti nel procedimento estero;
- il carattere definitivo della decisione nel Paese in cui è stata pronunciata;
- l’assenza di contrasto con l’ordine pubblico italiano, come accade ad esempio in alcune ipotesi di divorzio islamico (talàq) non riconosciuto in Italia;
Solo dopo tale verifica la decisione straniera può produrre effetti nell’ordinamento italiano.
Come trascrivere in Italia una sentenza di divorzio straniera
Per avviare la procedura di riconoscimento o trascrizione della sentenza di divorzio straniera sono generalmente necessari alcuni documenti fondamentali.
Tra i principali:
- copia autentica della sentenza di divorzio pronunciata all’estero;
- certificazione prevista dalla normativa europea (per i divorzi pronunciati in Stati UE);
- traduzione ufficiale della decisione e degli eventuali certificati;
- legalizzazione o apostille dei documenti, se richiesta;
- documenti anagrafici delle parti e dati relativi all’atto di matrimonio.
La completezza e la correttezza della documentazione sono essenziali per evitare ritardi nella trascrizione della decisione nei registri dello stato civile italiano.
Quanto costa il riconoscimento di un divorzio ottenuto all’estero
Il costo per il riconoscimento di una sentenza di divorzio straniera in Italia varia a seconda del Paese che ha pronunciato la decisione e della procedura necessaria.
Quando il divorzio proviene da uno Stato membro dell’Unione Europea, la procedura è generalmente amministrativa e comporta costi limitati, legati principalmente a:
- traduzione ufficiale dei documenti;
- eventuale apostille o legalizzazione;
- diritti amministrativi per la trascrizione nei registri dello stato civile.
Se invece la decisione proviene da uno Stato extra UE, può essere necessario un procedimento davanti alla Corte d’Appello, con ulteriori costi relativi a:
- contributo unificato;
- notifiche degli atti processuali;
- traduzioni giurate della documentazione;
- assistenza legale nel procedimento di riconoscimento.
L’importanza dell’assistenza legale
Le procedure di riconoscimento di una sentenza di divorzio straniera richiedono la corretta applicazione delle norme di diritto internazionale privato e, nei rapporti tra Stati membri dell’Unione Europea, della normativa europea in materia matrimoniale.
Un errore nella predisposizione dei documenti, nella traduzione degli atti o nella verifica dei presupposti di riconoscimento può comportare ritardi o difficoltà nella trascrizione della decisione nei registri dello stato civile italiano.
Situazioni di questo tipo si verificano frequentemente nei casi di separazione e divorzio internazionale, quando i coniugi hanno cittadinanze diverse o risiedono in Paesi differenti.
L’avvocato Tronca, a Milano, assiste nelle procedure di riconoscimento di sentenze straniere di separazione e divorzio, verificando la riconoscibilità della decisione estera, curando la predisposizione della documentazione necessaria e, quando richiesto, rappresentando il cliente nei procedimenti davanti alla Corte d’Appello.
