Il legato è una disposizione contenuta nel testamento – sia olografo sia pubblico – con cui il testatore attribuisce a un soggetto determinato un bene o un diritto specifico.
A differenza dell’erede, che subentra nell’intero patrimonio o in una quota, il legatario acquista un singolo bene e non assume la posizione di successore universale. Per comprendere il contesto in cui si inserisce il legato, puoi leggere anche la guida generale sull’apertura della successione.
Il legato in 30 secondi
- È una disposizione testamentaria a titolo particolare.
- Attribuisce un bene o un diritto specifico al legatario.
- Il legatario non diventa erede.
- L’acquisto avviene automaticamente all’apertura della successione.
- Il legatario risponde dei debiti solo entro il valore ricevuto.
- Può essere oggetto di rinuncia.
Cos’è il legato testamentario e come si distingue dall’eredità
Nel diritto delle successioni, il legato è una disposizione a titolo particolare con cui il testatore attribuisce uno o più beni specifici a un soggetto determinato.
Si distingue dall’eredità, che comporta invece la successione universale nei rapporti attivi e passivi del defunto.
La posizione dell’erede
L’erede subentra nell’intero patrimonio o in una quota di esso. Ciò significa che acquisisce anche i debiti, salvo accettazione con beneficio di inventario.
La posizione del legatario
Il legatario è un successore a titolo particolare: riceve solo il bene indicato nel testamento e non partecipa alla gestione dell’intero asse ereditario.
Come distinguere il legato dall’istituzione di erede: cosa conta davvero
Uno degli errori più frequenti è ritenere che chi riceve un bene specifico nel testamento sia automaticamente un legatario.
In realtà la distinzione tra erede e legatario è spesso più complessa e richiede di interpretare la reale volontà del testatore.
Cass. civ., sez. II, 2 maggio 2026, n. 12325
Per distinguere tra istituzione di erede e legato, il giudice deve svolgere una duplice indagine:
- oggettiva, analizzando il contenuto del testamento;
- soggettiva, ricostruendo la reale intenzione del testatore.
Solo all’esito di tale valutazione è possibile stabilire se il beneficiario sia stato chiamato a succedere nell’intero patrimonio o in una sua quota, oppure se abbia ricevuto soltanto uno o più beni determinati.
La Corte di Cassazione ha infatti ribadito che l’attribuzione di una casa, di un terreno o di altri beni specificamente individuati non comporta necessariamente l’esistenza di un legato.
Può accadere che il testatore abbia individuato determinati beni soltanto per descrivere concretamente una quota del proprio patrimonio. In questo caso il beneficiario acquista la qualità di erede e non quella di legatario.
Al contrario, quando il testatore intende attribuire esclusivamente quel bene, senza alcun collegamento con l’intera massa ereditaria, si è in presenza di un legato.
Se il testamento dispone:
“Lascio a mio nipote l’appartamento di Milano”
non è possibile stabilire automaticamente se il nipote sia erede o legatario.
Occorrerà verificare se quell’immobile rappresentava una parte significativa dell’intero patrimonio e se il testatore abbia inteso attribuire una quota dell’eredità oppure soltanto quel singolo bene.
Chi è il legatario e quali diritti ha
Il legatario è il soggetto beneficiario del legato. Può essere una persona fisica o giuridica, anche estranea alla famiglia.
L’acquisto del legato avviene automaticamente al momento dell’apertura della successione, senza necessità di accettazione. Il legatario ha però la facoltà di rinunciare.
Per ottenere il bene, il legatario deve rivolgersi agli eredi, che sono tenuti alla consegna o all’adempimento della prestazione.
Cosa può essere oggetto di legato
Il legato può avere ad oggetto una pluralità di beni e diritti:
- Beni immobili: appartamenti, terreni, fabbricati;
- Beni mobili: denaro, gioielli, opere d’arte;
- Diritti reali: usufrutto, uso, servitù;
- Crediti: somme dovute da terzi;
- Remissione di debito: liberazione di un debitore;
- Legato di genere: beni determinati per categoria.
È essenziale che l’oggetto del legato sia determinato o determinabile, altrimenti la disposizione può essere inefficace.
Come funziona l’acquisto del legato
Il legato si acquista automaticamente (ipso iure) al momento dell’apertura della successione.
- Nessuna accettazione: il legatario non deve accettare formalmente;
- Facoltà di rinuncia: può rinunciare entro dieci anni;
- Responsabilità limitata: risponde dei debiti solo nei limiti del valore ricevuto;
- Consegna del bene: è a carico degli eredi.
Legato testamentario e legato ex lege
Il legato testamentario nasce dalla volontà del testatore ed è contenuto nel testamento.
Il legato ex lege, invece, deriva direttamente dalla legge. Il caso più importante è il diritto di abitazione e uso del coniuge superstite sulla casa familiare (art. 540 c.c.), che opera anche contro la volontà del testatore.
Limiti del legato: i diritti dei legittimari
Il legato non può violare i diritti dei legittimari. Se il testatore eccede la quota disponibile, il legato può essere ridotto.
In questi casi può essere necessario ricorrere all’azione di riduzione.
Quando il legato può essere contestato
Il legato può essere contestato nei seguenti casi:
- invalidità del testamento;
- vizi di forma o volontà;
- lesione della quota di legittima;
- indeterminatezza dell’oggetto.
Per approfondire puoi consultare le guide su nullità del testamento e annullamento.
Consulenza legale su legato e successione a Milano
Il legato è uno strumento utile ma delicato nella pianificazione successoria. Errori nella sua formulazione possono generare contenziosi tra eredi.
Troncalegal offre assistenza nella redazione del testamento, nella gestione dei legati e nelle controversie successorie.
Per una visione completa delle disposizioni testamentarie e per capire come si colloca il legato rispetto alle altre forme di attribuzione successoria, puoi consultare anche la guida completa al testamento.
Assistenza nelle controversie ereditarie, nella redazione dei testamenti e nell’interpretazione delle disposizioni testamentarie.
Una corretta qualificazione tra erede e legatario può incidere sulla divisione dell’eredità, sui diritti dei legittimari e sulle eventuali responsabilità connesse alla successione.


