Se stai affrontando un tema di affidamento dei figli a Milano — separazione, divorzio o conflitto sulla responsabilità genitoriale — devi sapere che il Tribunale di Milano segue una prassi chiara e molto concreta: centralità del minore, bigenitorialità reale e decisioni rapide quando il dialogo tra i genitori si interrompe.
Come avvocato che si occupa quotidianamente di diritto di famiglia a Milano, te lo dico senza giri di parole: l’affidamento condiviso non è teoria, è la regola effettiva applicata nelle aule del Tribunale.
In questa guida trovi spiegato in modo semplice e pratico cos’è l’affidamento condiviso, come funziona, quali sono i doveri dei genitori e cosa succede quando manca l’accordo — con un focus sul contesto milanese, dove prevale l’interesse concreto del minore e non il conflitto tra gli adulti.
Un orientamento utile se stai affrontando una separazione, un divorzio o un conflitto sulla gestione dei figli.
Cos’è l’affidamento condiviso e quando si applica
L’affidamento condiviso è oggi la regola in Italia e, in particolare, nel distretto di Milano, dove la giurisprudenza è molto lineare:
entrambi i genitori partecipano alle decisioni importanti, mantengono un ruolo attivo e stabile nella vita dei figli e collaborano anche dopo la fine della relazione.
Vale per:
- genitori sposati,
- genitori separati,
- divorziati,
- genitori non coniugati o conviventi.
Il parametro guida è sempre lo stesso: interesse del minore, non la convenienza del singolo genitore.
Affidamento condiviso non significa tempi al 50%
Uno degli errori più comuni è credere che affidamento condiviso = 50% del tempo.
Non è così.
- L’affidamento condiviso riguarda le decisioni,
- Il collocamento riguarda dove vive prevalentemente il minore.
Il minore può essere collocato presso uno dei genitori e rimanere comunque affidato a entrambi.
La bigenitorialità secondo il Tribunale di Milano
La bigenitorialità, nella prassi milanese, non è una teoria: è una concretezza operativa.
Perché la bigenitorialità non è uno slogan
Significa che:
- entrambi i genitori restano punti di riferimento;
- il minore ha rapporti continuativi con entrambi;
- nessuno dei due può escludere l’altro dalle decisioni che contano.
Viene valutata la qualità della relazione con ciascun genitore e la disponibilità a collaborare.
Responsabilità genitoriale: doveri chiari e non negoziabili
La responsabilità genitoriale include obblighi precisi, che non vengono meno con la separazione.
I doveri dei genitori: cosa richiede la legge
I genitori devono:
- mantenere i figli in proporzione alle proprie risorse economiche;
- educarli e crescerli nel rispetto dei bisogni affettivi;
- garantirne l’istruzione e il percorso formativo;
- tutelarne salute, stabilità emotiva e crescita armoniosa.
I diritti dei figli (art. 315-bis c.c.)
I figli hanno diritto a:
- essere mantenuti e istruiti,
- essere educati e assistiti,
- vivere in un ambiente stabile e protetto.
Il ruolo del minore nei procedimenti familiari
Quando il minore deve essere ascoltato (regola + prassi Milano)
Il minore va ascoltato:
- sempre dai 12 anni,
- anche prima, se ha capacità di discernimento.
La riforma Cartabia ha rafforzato il diritto all’ascolto e a Milano questo principio è applicato con rigore.
Le decisioni importanti che richiedono il consenso di entrambi
Le scelte che non possono essere prese da un solo genitore
Richiedono confronto e consenso comune:
- operazioni chirurgiche e terapie mediche,
- psicoterapia e trattamenti specialistici,
- scelte scolastiche (cicli di studio, cambi di istituto),
- sport agonistici,
- scelte educative rilevanti.
Il singolo genitore non può decidere da solo.
Cosa succede se i genitori non trovano un accordo
Quando il dialogo si interrompe, si va in Tribunale.
L’intervento del Tribunale
Come spiegato nel nostro contenuto sull’ affidamento dei figli senza accordo, il giudice può:
- decidere direttamente sulla questione specifica;
- attribuire la decisione a un solo genitore, temporaneamente o stabilmente.
Esempi concreti di conflitto valutati dai giudici
- scelta della scuola;
- trasferimenti di città;
- autorizzazioni mediche discordanti;
- divergenze religiose o educative.
Affidamento condiviso in 30 secondi
- L’affidamento condiviso è la regola applicata dal Tribunale: i genitori devono decidere insieme le questioni importanti.
- Non riguarda i tempi di permanenza: il minore può essere collocato presso uno dei genitori, restando affidato ad entrambi.
- Le decisioni su salute, scuola e scelte educative richiedono il consenso di entrambi.
- Il minore viene ascoltato dai 12 anni (anche prima se maturo).
- Se manca l’accordo, interviene il Tribunale, che decide rapidamente nell’interesse del minore.
- Criterio guida: tutela concreta dei figli, non il conflitto tra gli adulti.


