Quando i genitori non riescono più a dialogare sulle decisioni che riguardano i figli, la via giudiziale diventa inevitabile. A Milano, la prassi del Tribunale è chiara e allineata ai principi codificati nazionali e internazionali: priorità al miglior interesse del minore, analisi concreta delle capacità genitoriali e interventi rapidi nei casi più critici. Questa guida spiega quando è necessario rivolgersi al Tribunale, cosa valuta il giudice, come funziona una CTU, quando intervengono i servizi sociali e qual è il ruolo del curatore del minore. Un orientamento pratico per chi si trova in una separazione conflittuale, o in una procedura per la disciplina della responsabilità genitoriale tra genitori non sposati, e deve comprendere cosa accade quando l’affidamento non può più essere deciso dai genitori.
Quando si arriva al giudizio sull’affidamento dei figli
Quando i genitori non trovano un accordo su affidamento, collocamento, mantenimento o decisioni rilevanti, l’unica strada è rivolgersi al Tribunale.
Il giudizio non è una punizione: serve a ricostruire un assetto stabile che tuteli il minore.
Le situazioni che rendono necessario il ricorso al Tribunale
Si deve avviare il procedimento quando non c’è accordo su:
- affidamento dei figli;
- collocamento prevalente o paritetico;
- tempi di frequentazione;
- spese straordinarie e mantenimento;
- decisioni mediche, scolastiche o formative.
Cosa valuta il Giudice nei procedimenti sull’affidamento
Il giudice ascolta i genitori, esamina la documentazione e, se necessario, dispone una CTU o l’audizione del minore (dai 12 anni, o prima se capace di discernimento).
I criteri decisionali: interesse del minore e capacità genitoriale
Le decisioni si basano su:
- miglior interesse del minore;
- continuità affettiva e presenza di entrambi i genitori;
- capacità genitoriale (stabilità, disponibilità concreta, affidabilità);
- qualità dell’ambiente di vita;
- situazioni di rischio, trascuratezza o conflittualità grave.
L’ascolto del minore
L’ascolto è obbligatorio:
- dai 12 anni;
- anche prima, se il minore dimostra maturità.
I provvedimenti che il Tribunale può adottare
Affidamento condiviso, esclusivo o super-esclusivo
L’affidamento condiviso è la regola.
L’affidamento esclusivo o super-esclusivo viene disposto solo in casi gravi.
Collocamento e tempi di frequentazione
Il minore può essere:
- collocato prevalentemente presso un genitore;
- collocato in modo paritetico (ipotesi rara);
- gestito con tempi di visita dettagliati e adeguati all’età.
Mantenimento e spese straordinarie
Il giudice definisce:
- assegno di mantenimento;
- criteri di riparto delle spese straordinarie;
- regole operative per decisioni straordinarie (sanitarie, scolastiche, sportive).
Durata del processo per l’affidamento dei figli
I tempi variano:
- alcuni mesi nei casi semplici;
- oltre un anno in presenza di CTU o forte conflittualità.
Il giudice può adottare provvedimenti provvisori già nelle prime settimane.
La CTU nei procedimenti di affidamento: cos’è e quando viene disposta
La CTU (consulenza tecnica d’ufficio) viene disposta quando serve valutare:
- capacità genitoriali;
- bisogni psicologici del minore;
- dinamiche familiari complesse.
Come si svolge la CTU
Il CTU, psicologo o psicoterapeuta, incontra:
- entrambi i genitori,
- il minore,
- l’intero nucleo familiare.
I genitori possono nominare consulenti tecnici di parte (CTP).
La relazione tecnica
Il CTU deposita una relazione che il giudice usa come strumento decisivo per assumere i provvedimenti più adeguati al minore.
Intervento dei Servizi Sociali nei conflitti di responsabilità genitoriale
Quando i genitori non sono temporaneamente in grado di garantire un’adeguata gestione del figlio, il Tribunale può attribuire ai Servizi Sociali il potere decisionale su:
- scelte sanitarie,
- scelte scolastiche,
- attività educative.
Coordinamento CTU – Servizi dopo la riforma Cartabia
La riforma ha rafforzato l’integrazione tra:
- osservazioni dei Servizi Sociali;
- valutazione tecnica del CTU.
Il ruolo del curatore del minore
La nomina è prevista quando l’interesse del minore rischia di non essere adeguatamente rappresentato da entrambi i genitori.
Quando la nomina è obbligatoria
Es.:
- richiesta di decadenza dalla responsabilità genitoriale;
- situazioni di pregiudizio;
- procedimenti di abbandono;
- richiesta del minore (da 14 anni).
Quando è facoltativa
Quando i genitori appaiono temporaneamente inadeguati a rappresentarne gli interessi.
L’obbligo di assistenza di un avvocato
È sempre necessaria la difesa tecnica.
L’avvocato:
- struttura le richieste;
- tutela diritti del minore e del genitore;
- gestisce la fase istruttoria;
- evita errori che possono incidere sul futuro assetto familiare.
Il giudizio non chiude la strada agli accordi
Anche durante il processo, i genitori possono trovare un accordo.
Il Tribunale lo recepisce, se corrisponde al migliore interesse del minore, e lo rende immediatamente efficace.
Responsabilità genitoriale: la via giudiziale in 30 secondi
- Se manca l’accordo, decide il Tribunale: affidamento, collocamento, visite, spese, decisioni straordinarie.
- Il giudice valuta solo l’interesse del minore: capacità genitoriale, stabilità, comportamenti, disponibilità.
- Può disporre CTU, coinvolgere i Servizi Sociali e adottare provvedimenti urgenti.
- L’affidamento condiviso è la regola; esclusivo solo nei casi gravi.
- Il giudizio è lungo, ma non chiude la via agli accordi: se i genitori trovano un’intesa, viene recepita subito.


