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Capire quanto costa divorziare a Milano significa partire da un dato semplice: il costo dipende prima di tutto dal tipo di procedura, cioè se il divorzio è congiunto o giudiziale, ma anche dalla complessità concreta del caso, dal contenuto degli accordi e dall’attività effettivamente svolta dal legale.

Per avere un quadro generale puoi consultare la guida dell’avvocato divorzista a Milano e il sotto hub dedicato alle procedure di divorzio a Milano. Se invece vuoi approfondire le differenze tra i due percorsi, puoi leggere anche la guida sul divorzio congiunto e quella sul divorzio giudiziale.

In 30 secondi
  • Divorzio congiunto: base minima indicata dal Protocollo di Milano circa € 1.100,00 – € 1.320,00; ma per accordi più complessi e articolati, come assegno divorzile, mantenimento e collocazione dei figli o trasferimenti patrimoniali, le competenze possono essere anche superiori a € 3.000,00 e dipendono in ogni caso dal valore e dal contenuto dell’accordo.
  • Divorzio giudiziale: valori base tra € 4.300,00 – € 7.600,00; nei casi più complessi, con istruttoria, testimoni o CTU, le competenze possono essere aumentate rispetto al massimo.
  • Costi ulteriori: oltre alle competenze legali si aggiungono normalmente CPA 4%, spese generali 15%, contributo unificato, spese di notificazione e, se disposta, CTU ed eventuale CTP.

Tabella essenziale del Protocollo di Milano 2026

 

Protocollo Milano febbraio 2026
Procedimento Valore base orientativo
Divorzio congiunto € 1.100,00 – € 1.320,00
Divorzio giudiziale € 4.300,00 – € 7.600,00

I valori indicati dal Protocollo del Tribunale di Milano costituiscono una indicazione di massima e rappresentano una base orientativa. Possono quindi essere aumentati o diminuiti in relazione al valore della vicenda, alla complessità del caso e all’attività effettivamente svolta dal legale.

Il Protocollo milanese indica, per i procedimenti su domanda congiunta, importi base di € 1.100,00 e € 1.320,00, e per il contenzioso valori che arrivano fino a € 7.600,00 nei casi con istruttoria e comparse conclusionali. 

Quanto costa un divorzio congiunto a Milano

Il divorzio congiunto è, in linea generale, la soluzione meno onerosa, perché i coniugi arrivano a presentare un accordo e non sviluppano un vero contenzioso. Per questo il Protocollo di Milano indica valori base contenuti.

Detto questo, sarebbe sbagliato fermarsi ai soli € 1.100,00 – € 1.320,00. Quello è il punto di partenza per un procedimento congiunto standard. Nella pratica, però, il costo cresce quando la negoziazione è lunga, quando l’accordo richiede mesi di confronto o quando occorre disciplinare in modo puntuale questioni delicate come assegno di divorzio, mantenimento dei figli, collocamento prevalente, spese straordinarie o rapporti relativi alla casa familiare e al patrimonio nel divorzio a Milano.

In altre parole, anche se il procedimento resta congiunto, il lavoro del legale può diventare molto più ampio rispetto a quello ipotizzato dal Protocollo come base minima.

Caso pratico – divorzio congiunto con negoziazione articolata

Tizio e Caia decidono di divorziare. La negoziazione per trovare un accordo dura diversi mesi.

I coniugi discutono:

  • su dove collocare i figli, se presso il padre o presso la madre;
  • sull’assegno divorzile, fino a raggiungere un’intesa con riconoscimento di € 200.000,00 a titolo di assegno divorzile una tantum in favore della moglie;
  • sul mantenimento dei due figli, concordando infine un contributo del padre pari a € 500,00 al mese per ciascun figlio, oltre alla disciplina delle spese straordinarie.

Un divorzio congiunto di questo tipo non è affatto un congiunto “semplice”. Anche se si conclude con accordo, richiede tempo, confronto, attività di negoziazione, studio di diversi istituti e costruzione di un assetto finale che tenga insieme collocamento dei figli, assegno divorzile e mantenimento dei figli.

Per il tempo e l’attività dedicata, un procedimento di questo genere può vedere competenze professionali anche nell’ordine di € 5.000,00 – € 6.000,00.

La stima resta orientativa e dipende dalla durata della negoziazione, dalla quantità di bozze e incontri necessari e dalla complessità del contenuto dell’accordo.

Caso pratico – divorzio congiunto con trasferimento immobiliare

I coniugi sono d’accordo su tutto, ma negoziano e alla fine prevedono il trasferimento del 50% della casa familiare, già in comproprietà, dal valore complessivo di € 800.000,00, in favore della moglie.

Un divorzio congiunto di questo tipo non si esaurisce nella semplice predisposizione del ricorso. La presenza di una previsione ad effetti obbligatori del trasferimento immobiliare comporta un’attività più delicata e più impegnativa, perché il valore economico in gioco è elevato e l’accordo patrimoniale va strutturato con attenzione.

In un caso simile, le competenze professionali possono attestarsi anche nell’ordine di € 7.000,00 – € 8.000,00.

Qui il compenso dipende in misura ancora più evidente dal valore del bene, dal contenuto della pattuizione e dall’attività concretamente richiesta al legale nella costruzione dell’accordo.

Quanto costa un divorzio giudiziale a Milano

Il divorzio giudiziale ha costi normalmente più elevati perché apre un vero contenzioso. Non si tratta più di costruire un’intesa, ma di sostenere una posizione processuale in un procedimento che può diventare articolato e lungo.

I valori base del Protocollo di Milano, compresi tra € 4.300,00 ed € 7.600,00, danno un riferimento serio ma non esauriscono il problema. Nel giudiziale il costo cresce quando la causa richiede attività istruttoria, escussione di testimoni, approfondimenti documentali, analisi delle disponibilità economiche delle parti o consulenze tecniche disposte dal giudice.

Per questo motivo, nella comunicazione al cliente è più corretto parlare con trasparenza di base orientativa e spiegare che, nei casi più difficili, il compenso può aumentare rispetto al massimo indicato dal Protocollo.

Caso pratico – divorzio giudiziale con CTU

I coniugi litigano su affidamento dei figli, collocamento prevalente e diritto di visita del genitore non collocatario.

Il giudice dispone una CTU sul nucleo familiare e nomina i rispettivi consulenti tecnici di parte.

Il contenzioso riguarda anche la richiesta di assegno divorzile e una analisi complessa delle rispettive disclosure economiche.

Un giudizio di questo tipo presenta un livello di complessità nettamente superiore rispetto a un contenzioso standard: vi sono aspetti genitoriali, questioni economiche, CTU, CTP e attività difensiva articolata.

Un compenso per una procedura di questo genere può attestarsi anche verso € 10.000,00, con possibili ulteriori variazioni in relazione alla durata e alla concreta estensione dell’istruttoria.

Il costo effettivo dipende dal numero delle udienze, dalla CTU, dalla complessità delle questioni familiari ed economiche e dall’attività realmente svolta nel corso del giudizio.

Quali costi si aggiungono alle competenze dell’avvocato

Le competenze del legale non esauriscono da sole il costo complessivo del divorzio. Vanno infatti considerate anche altre voci accessorie, che incidono in modo autonomo.

  • spese generali 15%;
  • CPA 4%;
  • IVA 22%, se dovuta secondo il regime fiscale del professionista;
  • contributo unificato;
  • spese di notificazione;
  • CTU ed eventuale CTP, se presenti.

Questo vale soprattutto nel divorzio giudiziale, dove gli accertamenti tecnici e l’attività istruttoria possono incidere in modo significativo sul costo finale.

Trasparenza sui costi

Nel rapporto con il cliente, l’avvocato ha il dovere di fornire un preventivo chiaro e comprensibile, indicando i criteri di determinazione del compenso e le possibili variazioni legate alla complessità della pratica.

Nel diritto di famiglia questo aspetto è particolarmente importante: il costo può variare in modo significativo tra un divorzio congiunto semplice e una procedura giudiziale con istruttoria o CTU. Per questo è corretto che il cliente riceva fin dall’inizio una stima realistica e trasparente, aggiornata in base all’evoluzione del caso.

Conclusioni

Il costo del divorzio a Milano non può essere ridotto a una cifra unica. Il Protocollo del Tribunale di Milano offre un criterio di partenza serio.

Il compenso reale dipende concretamente dal tipo di procedura e soprattutto dalla complessità concreta del caso.

Nel divorzio congiunto, il punto non è solo che vi sia accordo, ma capire su cosa vi sia accordo: un’intesa essenziale ha un costo contenuto, un accordo complesso su figli, assegno e patrimonio può invece richiedere un’attività molto più ampia. Nel divorzio giudiziale, invece, il costo cresce con l’istruttoria, con le questioni economiche controverse e con gli accertamenti tecnici disposti dal giudice.

Perché affidarsi

Valutare correttamente il costo di un divorzio non significa limitarsi a leggere una tabella. Significa capire quale sia la procedura più adatta, quali attività saranno davvero necessarie e quali questioni economiche o familiari renderanno la pratica più semplice o più complessa.

  • Esperienza specifica in diritto di famiglia, con assistenza in materia di divorzio, assegno divorzile, mantenimento dei figli e rapporti patrimoniali tra coniugi.
  • Valutazione realistica dei costi, distinguendo tra procedimento standard e vicende più articolate.
  • Attenzione ai profili economici e patrimoniali, soprattutto quando entrano in gioco una tantum, immobili o disclosure complesse.
  • Impostazione chiara e concreta, per comprendere da subito costi, criticità e possibili sviluppi della procedura.

Trasparenza sui costi del divorzio a Milano.

 

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