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Quando si parla di successione, non tutti gli eredi sono “degni” di ricevere l’eredità.
L’indegnità a succedere è una delle materie più delicate del diritto successorio: mira a escludere dall’eredità chi ha tenuto comportamenti gravemente lesivi verso il defunto, la sua volontà o i suoi familiari.

È una sanzione civile severa, prevista dall’art. 463 c.c., che opera automaticamente quando ricorrono le condotte indicate dalla legge.

In questa guida trovi una spiegazione chiara delle ipotesi di indegnità, delle azioni possibili, degli effetti sulle quote ereditarie e della giurisprudenza più rilevante.

Per comprendere correttamente chi può ereditare e in quali casi si perde il diritto alla successione, è utile confrontarsi con un avvocato specializzato in successioni a Milano, così da prevenire conflitti familiari e errori nella gestione dell’eredità.

Cos’è l’indegnità a succedere

L’indegnità è una causa di esclusione dall’eredità, che colpisce chi ha commesso atti particolarmente gravi contro:

  • il de cuius,
  • il coniuge,
  • gli ascendenti,
  • i discendenti del defunto.

La fonte è l’art. 463 c.c. e fornisce un elenco tassativo delle condotte che fanno perdere ogni diritto successorio.

Effetto immediato dell’indegnità a succedere

L’indegno è trattato come se non fosse mai stato chiamato all’eredità.
La sua quota accresce la quota degli altri coeredi (art. 674 c.c.).

I casi di indegnità previsti dall’art. 463 c.c.

Di seguito le ipotesi tassative indicate dalla legge che comportano l’esclusione dall’eredità.

Omicidio o tentato omicidio del de cuius o dei suoi familiari più stretti

Indegno è chi:

  • ha ucciso volontariamente o tentato di uccidere il defunto,
  • oppure il coniuge, un discendente o ascendente.

Non opera l’indegnità se la punibilità è esclusa (es. legittima difesa).

Delitti equiparati all’omicidio

Indegno è chi ha commesso un fatto cui la legge penale applica le norme sull’omicidio.

Denuncia calunniosa o falsa testimonianza

Indegno è chi ha:

  • denunciato il de cuius o un suo familiare per reato molto grave, e la denuncia è stata dichiarata calunniosa;
  • oppure testimoniato il falso contro di loro, se la falsità è stata dichiarata penalmente.

Decadenza dalla responsabilità genitoriale

Indegno è il genitore decaduto ex art. 330 c.c. nei confronti del figlio defunto, se non reintegrato prima dell’apertura della successione.

È un caso spesso ignorato, ma molto rilevante nelle liti familiari.

Induzione con violenza o dolo a fare, revocare o modificare il testamento

Indegno è chi:

  • ha indotto il de cuius con dolo o violenza a fare o mutare il testamento,
  • o ha impedito che potesse farlo.

Soppressione, alterazione o occultamento del testamento

Indegno è chi distrugge, nasconde o manipola il testamento per trarne vantaggio.

Formazione o uso consapevole di testamento falso

La giurisprudenza recente ha specificato il contenuto del requisito dell’“uso consapevole”:

Cass. civ., Sez. VI-2, ord. 14 settembre 2020, n. 19045

È causa di indegnità a succedere l’uso consapevole di un testamento falso,
salvo che l’interessato provi che non intendeva offendere la volontà del de cuius perché
il contenuto dell’atto corrispondeva comunque alle sue reali volontà. 

Indegnità e testamento: che succede alla quota dell’indegno?

L’indegno non trasmette ai suoi discendenti (non opera la rappresentazione).

Come si accerta l’indegnità?

L’indegnità non si applica automaticamente nella pratica: occorre un’azione giudiziale.

Chi può agire?

  • i coeredi,
  • i legatari,
  • chiunque vi abbia interesse (es. chiamati ulteriori).

Qual è il giudice competente?

Il Tribunale ordinario della successione.

È possibile il “perdono”? La riabilitazione dell’indegno

Sì. L’art. 466 c.c. consente la riabilitazione, cioè la riammissione all’eredità, solo se il de cuius ha perdonato espressamente l’indegno con atto pubblico o testamento.

Esempi pratici di indegnità

  • Il figlio che maltratta gravemente il genitore

Se condannato per reati gravi compatibili con l’art. 463, può essere dichiarato indegno.

  • Occultamento di un testamento

Chi nasconde la scheda per ottenere la successione legittima è indegno.

  • Uso di testamento falso

Tabella – I casi tassativi che portano all’indegnità a succedere

Causa Descrizione Fonte normativa
Omicidio o tentato omicidio Condotta volontaria contro il de cuius o i suoi prossimi congiunti. art. 463 n.1 c.c.
Delitti equiparati Fatti cui la legge riconosce la disciplina dell’omicidio. art. 463 n.2 c.c.
Denuncia calunniosa o falsa testimonianza Quando i fatti sono accertati con sentenza penale. art. 463 n.3 c.c.
Decadenza genitoriale Il genitore decaduto non può succedere se non reintegrato prima dell’apertura della successione. art. 463 n.3-bis c.c.
Dolo o violenza sul testamento Indurre il de cuius a fare, revocare o modificare il testamento; oppure impedirglielo. art. 463 n.4 c.c.
Soppressione o alterazione del testamento Distruzione, occultamento o manipolazione del testamento. art. 463 n.5 c.c.
Testamento falso Formazione o uso consapevole di un testamento falso. art. 463 n.6 c.c.

Indegnità in 30 secondi

  • L’indegnità a succedere esclude dall’eredità chi ha tenuto condotte gravissime verso il defunto o i suoi familiari.
  • È regolata dall’art. 463 c.c., in elenco tassativo.
  • Richiede un giudizio civile per essere accertata.
  • L’indegno è trattato come se non fosse mai stato chiamato all’eredità: perde ogni quota.
  • Può essere riabilitato solo dal de cuius tramite atto pubblico o testamento.

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    Domande Frequenti

    Che cos'è l'indegnità a succedere?
    L'indegnità a succedere è una sanzione legale che esclude una persona dall'eredità di un defunto, a causa di gravi condotte riprovevoli commesse contro il de cuius o i suoi familiari. Non è una scelta del testatore, ma un effetto previsto dalla legge.
    Quali sono le principali cause di indegnità a succedere?
    Le cause principali sono elencate nell'Art. 463 c.c. e includono l'omicidio o tentato omicidio del defunto o di suoi stretti congiunti, la calunnia grave nei confronti del testatore, l'attentato alla libertà testamentaria con violenza o dolo, e la soppressione, alterazione o formazione di un testamento falso.
    Qual è la differenza tra indegnità e diseredazione?
    L'indegnità è una sanzione legale, dichiarata da un giudice, che priva l'erede della capacità di succedere per gravi colpe commesse. La diseredazione, invece, è una disposizione volontaria del testatore che esclude un erede dal testamento, nei limiti e per i motivi consentiti dalla legge.
    L'erede indegno può essere riabilitato?
    Sì, l'erede indegno può essere riabilitato dal testatore. Questa riabilitazione deve avvenire in modo espresso tramite atto pubblico o per mezzo di una disposizione contenuta nel testamento, dimostrando la chiara volontà del testatore di perdonare l'indegno e ammetterlo nuovamente alla successione.