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La successione internazionale è sempre più frequente. Si verifica quando:

  • il defunto lascia beni situati in più Paesi;
  • gli eredi risiedono all’estero;
  • la situazione familiare o patrimoniale è distribuita tra diversi Stati.

In questi casi non basta applicare automaticamente la legge italiana: occorre prima capire quale legge regola la successione, quale autorità è competente e come gli eredi possano far valere i propri diritti nei diversi ordinamenti coinvolti.
Per evitare conflitti tra sistemi giuridici nazionali, l’Unione europea ha introdotto il Regolamento (UE) n. 650/2012, che disciplina in modo uniforme la competenza, la legge applicabile, il riconoscimento delle decisioni e il certificato successorio europeo nelle successioni con elementi di internazionalità.
Capire come funziona una successione internazionale è fondamentale, ad esempio, quando il defunto viveva stabilmente in un altro Paese, possedeva immobili all’estero o aveva eredi residenti in Stati diversi. In questi casi emergono questioni che si collocano nella disciplina dell’eredità e del patrimonio. In questa guida vediamo in modo chiaro quali regole si applicano, quale ruolo ha la residenza abituale del defunto, quando è possibile scegliere la legge nazionale e a cosa serve il certificato successorio europeo.

Sintesi legale

La successione internazionale in 30 secondi

  • Si parla di successione internazionale quando l’eredità presenta collegamenti con più Stati: ad esempio perché il defunto viveva all’estero, possedeva beni in altri Paesi o gli eredi risiedono in ordinamenti diversi.
  • Nell’Unione europea la materia è disciplinata dal Regolamento (UE) n. 650/2012, applicabile alle successioni aperte dal 17 agosto 2015.
  • La regola generale stabilisce che la successione è regolata dalla legge dello Stato della residenza abituale del defunto al momento della morte.
  • Il defunto può tuttavia scegliere, con una disposizione a causa di morte, che alla successione si applichi la legge dello Stato di cui possiede la cittadinanza.
  • Il certificato successorio europeo consente agli eredi di dimostrare la propria qualità e i propri diritti negli altri Stati membri.
  • Secondo la Corte di giustizia UE, 1 luglio 2021, C-301/20, se l’autorità destinataria ha ragionevoli dubbi sullo stato del certificato, può richiedere una nuova copia autentica o una copia con validità prorogata.

Quando una successione è internazionale

Una successione assume carattere internazionale quando la vicenda ereditaria presenta elementi di collegamento con più ordinamenti giuridici. Non è necessario che tutti gli aspetti della successione siano esteri: basta anche un solo elemento significativo di internazionalità.

Ciò accade, ad esempio, quando:

  • il defunto era cittadino italiano ma viveva stabilmente all’estero;
  • il defunto risiedeva in Italia ma possedeva beni immobili in un altro Paese;
  • gli eredi si trovano in Stati diversi;
  • esiste un testamento redatto all’estero o collegato a una legge straniera;
  • la successione riguarda rapporti bancari, investimenti o altri cespiti situati fuori dall’Italia.

In tutti questi casi sorge un problema preliminare decisivo: quale legge regola l’intera successione? Da questa risposta dipendono profili centrali come l’individuazione degli eredi, i diritti dei legittimari, la validità delle disposizioni testamentarie, la divisione dell’eredità e la responsabilità per i debiti ereditari.

Il Regolamento UE 650/2012: la disciplina europea delle successioni

Il Regolamento (UE) n. 650/2012 costituisce oggi il principale riferimento normativo europeo in materia di successioni internazionali. Il regolamento disciplina:

  • la competenza delle autorità giurisdizionali;
  • la legge applicabile alla successione;
  • il riconoscimento e l’esecuzione delle decisioni tra Stati membri;
  • l’accettazione e l’efficacia degli atti pubblici in materia successoria;
  • la creazione e gli effetti del certificato successorio europeo.

Il regolamento si applica alle successioni delle persone decedute dal 17 agosto 2015 in avanti e ha sostituito, per gli aspetti che disciplina, gran parte della precedente normativa italiana di diritto internazionale privato in materia successoria.

Uno dei suoi obiettivi principali è evitare che la stessa successione venga frammentata tra più leggi e più autorità, con il rischio di decisioni contrastanti. Per questo il regolamento si fonda, in linea generale, sul principio di unità della successione.

Quale legge si applica alla successione internazionale

La regola generale introdotta dal Regolamento UE 650/2012 è chiara: la successione è regolata dalla legge dello Stato in cui il defunto aveva la residenza abituale al momento della morte.

Questo criterio segna un netto superamento del vecchio sistema italiano, che era più legato alla cittadinanza. Oggi, quindi, non conta in primo luogo il passaporto del defunto, ma il luogo in cui questi aveva il centro effettivo e stabile della propria vita.

La nozione di residenza abituale non coincide automaticamente con un dato meramente anagrafico. Occorre valutare in concreto dove la persona viveva abitualmente, dove aveva il centro principale dei propri interessi personali e familiari e quale fosse il contesto di vita prevalente al momento del decesso.

Questa legge regola, in linea di principio, l’intera successione, compresi aspetti fondamentali come:

  • l’apertura della successione;
  • l’individuazione dei beneficiari;
  • i diritti spettanti agli eredi e ai legatari;
  • l’accettazione o la rinuncia all’eredità;
  • la divisione dell’asse ereditario;
  • la responsabilità per i debiti ereditari.

La scelta della legge applicabile nel testamento

Il regolamento prevede però una possibilità molto importante: il defunto può scegliere, con una disposizione a causa di morte, che l’intera successione sia regolata dalla legge dello Stato di cui possiede la cittadinanza.

Si tratta della cosiddetta professio iuris. In pratica, una persona che vive stabilmente all’estero può decidere di mantenere un legame con il proprio ordinamento nazionale e sottoporre la successione alla legge della propria cittadinanza.

Questa scelta può essere particolarmente rilevante per chi:

  • vive da molti anni in un altro Paese;
  • possiede beni in Stati diversi;
  • vuole maggiore prevedibilità nella pianificazione successoria;
  • intende evitare incertezze sulla legge applicabile.

La scelta deve risultare da una disposizione a causa di morte, normalmente un testamento, in forma espressa oppure in modo chiaramente ricavabile dal contenuto dell’atto.

La competenza delle autorità: il principio della coincidenza tra forum e ius

Il Regolamento UE 650/2012 tende a far coincidere, per quanto possibile, la legge applicabile e l’autorità competente. Per questo, come regola generale, è competente a decidere sull’intera successione l’autorità dello Stato in cui il defunto aveva la residenza abituale al momento della morte.

Questo sistema mira a evitare che una successione sia regolata dalla legge di uno Stato ma trattata dalle autorità di un altro, con inevitabili complicazioni pratiche e giuridiche.

Esistono comunque ipotesi particolari e criteri sussidiari, specialmente quando la residenza abituale del defunto non si trova in uno Stato membro partecipante al regolamento oppure quando la successione presenta collegamenti più stretti con un altro ordinamento.

Il certificato successorio europeo: cos’è e a cosa serve

Uno degli strumenti più importanti introdotti dal regolamento è il certificato successorio europeo. Si tratta di un documento pensato per facilitare la prova della qualità e dei diritti degli eredi, dei legatari, degli esecutori testamentari e degli amministratori dell’eredità nei diversi Stati membri.

In concreto, il certificato serve a dimostrare, senza bisogno di ulteriori procedure di riconoscimento, elementi come:

  • chi sono gli eredi;
  • quali quote spettano a ciascuno;
  • quali beni o diritti rientrano nella successione;
  • quali poteri spettano all’esecutore testamentario o all’amministratore dell’eredità.

Si tratta di uno strumento particolarmente utile quando l’eredità comprende beni situati in più Stati membri oppure quando gli eredi devono far valere i propri diritti fuori dal Paese in cui la successione è stata aperta.

La validità della copia del certificato e la sentenza della Corte di giustizia UE del 1° luglio 2021

La disciplina del certificato successorio europeo non si esaurisce nella sua emissione. Un profilo pratico molto rilevante riguarda infatti l’uso delle copie autentiche del certificato e la loro validità nel tempo.

Normativa di riferimento

Il quadro normativo della successione internazionale

Le successioni con elementi di internazionalità sono disciplinate, nell’Unione europea, dal Regolamento (UE) n. 650/2012, che regola la competenza, la legge applicabile, il riconoscimento delle decisioni e il certificato successorio europeo.

La regola generale individua come legge applicabile quella dello Stato della residenza abituale del defunto al momento della morte, salva la possibilità di optare per la legge della propria cittadinanza con disposizione a causa di morte.

Giurisprudenza

Certificato successorio europeo e controllo dell’autorità destinataria

La Corte di giustizia dell’Unione europea, Sez. VI, 1 luglio 2021, causa C-301/20, ha chiarito che, quando l’autorità alla quale viene presentata la copia autentica del certificato successorio europeo dispone di elementi idonei a far sorgere un ragionevole dubbio sullo stato del certificato, essa può chiedere, in via eccezionale, la presentazione di una nuova copia autentica oppure di una copia il cui periodo di validità sia stato prorogato.

Il certificato successorio europeo costituisce quindi uno strumento di grande efficacia nella circolazione dei diritti ereditari negli Stati membri, ma non può essere utilizzato senza alcuna verifica quando emergano dubbi sulla sua attuale validità.

Il certificato successorio europeo sostituisce la dichiarazione di successione?

No. Il certificato successorio europeo non sostituisce automaticamente tutti gli adempimenti previsti dal diritto interno, né elimina di per sé gli obblighi fiscali nazionali.

Il regolamento europeo, infatti, non disciplina la materia fiscale. Questo significa che imposte di successione, adempimenti tributari, formalità catastali o immobiliari continuano a essere regolati, per quanto di competenza, dalle singole normative nazionali.

Il certificato ha quindi una funzione probatoria e circolatoria molto importante, ma non assorbe integralmente gli adempimenti successori richiesti in Italia o negli altri Stati coinvolti.

Validità del testamento e successione internazionale

Nelle successioni internazionali assume spesso rilievo anche la questione della validità del testamento, sia sotto il profilo sostanziale sia sotto quello formale.

Il regolamento distingue infatti tra:

  • legge che disciplina la successione nel suo complesso;
  • regole che riguardano la validità delle disposizioni a causa di morte;
  • profili formali del testamento, che possono essere regolati da criteri specifici.

Per questa ragione, nelle successioni con collegamenti esteri non basta chiedersi chi sono gli eredi o quale legge si applica in generale: occorre anche verificare se il testamento sia valido nella forma, se la disposizione sia efficace e se vi siano limiti derivanti, ad esempio, dalla tutela dei legittimari o da regole particolari del singolo ordinamento.

Perché la successione internazionale richiede una valutazione caso per caso

Le successioni internazionali non ammettono scorciatoie. Anche quando la regola generale sembra semplice, la sua applicazione concreta può essere complessa. Occorre infatti valutare attentamente:

  • la residenza abituale effettiva del defunto;
  • l’eventuale scelta di legge contenuta nel testamento;
  • la natura e localizzazione dei beni ereditari;
  • la posizione degli eredi e degli altri aventi diritto;
  • gli adempimenti richiesti nei diversi Stati coinvolti;
  • l’utilizzo corretto del certificato successorio europeo.

Una valutazione sbagliata della legge applicabile o della competenza può tradursi in ritardi, contestazioni e difficoltà nella concreta acquisizione dei beni ereditari.

Approfondimenti sulla successione internazionale

La disciplina delle successioni con elementi di internazionalità solleva questioni specifiche, in particolare sulla legge applicabile e sulla possibilità di scegliere l’ordinamento che regolerà l’eredità. In questo approfondimento trovi una guida dedicata alla scelta della legge nella successione internazionale.

Assistenza legale nelle successioni internazionali

Quando l’eredità coinvolge più Paesi, è essenziale affrontare la vicenda con un’impostazione ordinata sin dall’inizio. Individuare correttamente la legge applicabile, ricostruire la posizione degli eredi, verificare la validità delle disposizioni testamentarie e utilizzare nel modo corretto il certificato successorio europeo sono passaggi centrali per una gestione efficace della successione.

In presenza di beni all’estero, eredi residenti in altri Stati, testamenti internazionali o dubbi sull’applicazione del Regolamento UE 650/2012, è opportuno procedere con una valutazione giuridica puntuale del singolo caso.

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    Domande Frequenti

    Quando una successione è considerata internazionale?
    Una successione è considerata internazionale quando l’eredità presenta collegamenti con più Stati, ad esempio perché il defunto viveva all’estero, possedeva beni in altri Paesi oppure gli eredi risiedono in Stati diversi.
    Quale legge si applica alla successione internazionale?
    Secondo il Regolamento UE n. 650/2012, la regola generale è che alla successione si applica la legge dello Stato della residenza abituale del defunto al momento della morte.
    È possibile scegliere la legge applicabile alla successione?
    Sì. Il Regolamento UE 650/2012 consente al testatore di scegliere, con una disposizione a causa di morte, che alla propria successione si applichi la legge dello Stato di cui possiede la cittadinanza.
    Cos’è il certificato successorio europeo?
    Il certificato successorio europeo è un documento previsto dal Regolamento UE 650/2012 che consente agli eredi, ai legatari e agli amministratori dell’eredità di dimostrare la propria qualità e i propri diritti negli altri Stati membri dell’Unione europea.
    Il certificato successorio europeo può essere utilizzato sempre senza limiti?
    No. Secondo la Corte di giustizia dell’Unione europea (1 luglio 2021, causa C-301/20), se l’autorità destinataria ha ragionevoli dubbi sullo stato del certificato, può richiedere la presentazione di una nuova copia autentica o di una copia con validità prorogata.
    Il certificato successorio europeo sostituisce la dichiarazione di successione?
    No. Il certificato successorio europeo serve a dimostrare la qualità di erede negli Stati membri, ma non sostituisce gli adempimenti fiscali nazionali, come la dichiarazione di successione o il pagamento delle imposte.