Gestire un’eredità non è mai semplice.
Quando si apre una successione, oltre al carico emotivo, emergono dubbi concreti: chi sono gli eredi? Cosa bisogna fare? Si è obbligati ad accettare? Come si dividono i beni?
La legge prevede regole precise — sia se esiste un testamento, sia quando l’eredità si devolve per legge — e ogni scelta può avere conseguenze economiche importanti.
In questa guida trovi un percorso chiaro: capire chi eredita, come si accetta o si rinuncia, cosa significa essere chiamati all’eredità e quali tutele spettano ai legittimari.
Passo dopo passo, senza tecnicismi inutili.
SUCCESSIONE LEGITTIMA E SUCCESSIONE TESTAMENTARIA: QUANDO SI APPLICANO.
Il trasferimento del patrimonio ereditario può regolarsi in due modi:
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successione per testamento:
Il trasferimento del patrimonio ereditario è regolamentato dalle disposizioni del de cuius.
È quindi la volontà del deceduto a determinare a chi saranno destinati i suoi beni.
Esistono due tipi principali di testamento:
- il testamento olografo: un documento con il quale il testatore dispone del proprio patrimonio per l’epoca della sua morte e deve essere – per la sua validità – scritto a mano, con una data e la sottoscrizione autografa del testatore.
- il testamento pubblico: le disposizioni del testatore vengono raccolte e redatte da un notaio.
Entrambi i testamenti, rispettate le forme richieste, sono perfettamente efficaci e spiegano la loro funzione.
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successione per legge:
il soggetto deceduto non aveva disposto nulla con testamento.
È quindi la legge a individuare i soggetti cui l’eredità sarebbe destinata, ovvero gli eredi e le rispettive quote.
In tal caso parliamo di successione di legge (altrimenti chiamata successione ab intestato).
Chi può diventare erede: requisiti e capacità successoria
Chiunque può essere chiamato all’eredità.
Sia una persona fisica. Sia una persona giuridica (società o ente).
Quanto alle persone fisiche, anche un soggetto non nato, ma solo concepito è capace di succedere e quindi può essere nominato erede.
Se chiamata all’eredità è una società, è obbligatorio che tale persona giuridica accetti la chiamata ereditaria con il beneficio d’inventario.
Accettare l’eredità: tempi, modalità e rischi da conoscere.
Testamento o legge individuano quindi i soggetti cui è destinata l’eredità.
Ma è sufficiente che testamento o legge indichino un soggetto, perché sia in automatico erede senza possibilità di scelta?
No.
Tra apertura della successione (la morte del de cuius) e la qualifica di erede, esiste un momento di passaggio.
È quel momento in cui il nominato nel testamento o individuato dalla legge non è ancora erede, ma un chiamato all’eredità.
Il chiamato all’eredità si trova quindi nella posizione di decidere se:
- accettare la chiamata e quindi diventare erede,
- rinunciare alla chiamata ereditaria e non essere erede.
Sono, quindi, due i momenti che caratterizzano la trasmissione dell’eredità:
- l’individuazione (o designazione) per testamento o per legge del soggetto che dovrebbe essere erede;
- la reazione del soggetto individuato come erede alla chiamata ereditaria: può accettare – e diventare erede – o rinunciare.
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Entro quanto tempo bisogna accettare l’eredità?
Il chiamato all’eredità ha 10 anni di tempo, per decidere se accettare o rinunciare.
Decorsi 10 anni senza che il chiamato all’eredità si sia espresso, perde il diritto di accettare (e quindi di diventare erede).
La distinzione tra chiamato all’eredità ed erede è importante.
Il chiamato all’eredità non riceve ancora nel proprio patrimonio i beni ereditari.
L’erede, invece, accoglie i beni ereditari nel proprio patrimonio.
È una fase importante: consente di valutare se sia utile o sostenibile accettare l’eredità.
Il patrimonio ereditario può infatti avere anche (o solo) debiti.
Sono fasi delicate: valuta con attenzione se e come accettare l’eredità.
Non c’è fretta quindi: se sei chiamato all’eredità, prenditi il tuo tempo per valutare le decisioni.
Il passaggio che “trasforma” il chiamato all’eredità in erede è, quindi, l’accettazione dell’eredità (art. 459 Codice Civile).
Chi sono gli eredi: eredi testamentari, legittimi e legittimari
L’erede è dunque quel soggetto che, accettando la chiamata ereditaria, subentra in tutte le posizioni attive e passive già intestate al de cuius.
I beni del defunto si uniscono a quelli dell’erede
In caso di un solo erede, si parla di erede universale.
Se gli eredi sono più di uno, l’eredità sarà devoluta pro quota per ciascun erede.
CHI SONO GLI EREDI LEGITTIMI.
Se una persona non ha lasciato testamento, la legge indica i chiamati alla sua eredità.
I soggetti individuati dalla legge quali eredi in assenza di testamento sono definiti eredi legittimi e sono:
- coniuge
- figli
- ascendenti
- fratelli
- altri parenti fino al sesto grado
in mancanza dei precedenti soggetti, lo Stato.
I soggetti sopra indicati non concorrono tutti insieme all’eredità.
Esiste un ordine di grado.
Per semplificare con esempi:
- se il defunto lascia un coniuge e dei figli; i fratelli e i genitori non saranno chiamati all’eredità;
- se il defunto senza coniuge e senza figli, lascia dei fratelli, non saranno chiamati all’eredità altri parenti entro il VI grado o lo Stato.
La presenza del parente più prossimo al de cuius esclude quindi la chiamata ereditaria dei soggetti con un grado di parentela meno prossimo.
Se il defunto lascia:
- solo il coniuge: il coniuge è erede unico;
- il coniuge e un figlio: ½ coniuge e ½ figlio;
- il coniuge e due o più figli: coniuge 1/3 e figli per 2/3 da dividere tra loro;
- il coniuge e un fratello o più fratelli e gli ascendenti: coniuge per 2/3 e fratelli e ascendenti per 1/3 da dividere tra loro;
- solo un figlio: erede universale al 100%;
- solo fratelli: tutti eredi con quote uguali.
- solo fratelli e genitori: i fratelli e i genitori saranno eredi con quote uguali tra loro. Tuttavia, la quota devoluta ai genitori non potrà mai essere inferiore a ½ dell’eredità,
CHI SONO GLI EREDI LEGITTIMARI
Ogni soggetto adulto e capace di intendere e di volere può disporre del proprio patrimonio per il momento della sua morte con testamento.
Il testatore non è obbligato ad indicare determinati eredi.
Anche se sposato e con figli, il testatore può devolvere tutta o parte della sua eredità a un amico o a una fondazione.
La legge prevede, in tema di testamento:
una quota disponibile: una porzione di eredità che il testatore lascia a chi vuole, senza vincoli di parentela e non potrà mai essere impugnata;
una quota di riserva: una porzione di testamento riservata ai legittimari che, se esclusi dal testatore o destinatari di una quota minore, possono attivarsi per recuperare l’intera quota riservata dalla legge.
ATTENZIONE!
Se il testatore esclude i legittimari, o gli destina una quota inferiore alla quota di riserva e i legittimari in seguito all’apertura della successione non attivano le procedure per recuperare le quote, le disposizioni testamentarie che eccedono la quota disponibile rimangono perfettamente efficaci.
Vedremo nel contenuto come può tutelare i propri diritti il legittimario escluso dal testamento o che abbia ricevuto una quota inferiore a quanto riconosciuto dalla legge.
SCHEDA DEI LEGITTIMARI
I legittimari sono quindi quei soggetti che:
- hanno uno stretto legame di parentela con il de cuius (coniuge, figli e/o ascendenti);
- ai quali la legge riserva una predeterminata parte dell’eredità, anche se il testatore li ha esclusi o gli ha riservato una quota minore;
- se esclusi dal testamento o destinatari di una quota minore di quella riservatagli dalla legge – possono agire, per ricevere la quota che la legge gli riconosce.
e sono:
- il coniuge e i figli.
Se alla morte del de cuius questi non lascia coniuge e figli:
- gli ascendenti
Se alla morte del de cuius questi non lascia figli:
- ascendenti e coniuge
Se alla morte del de cuius questi non lascia il coniuge:
- solo il figlio o i figli.
La legge prevede la misura riservata – rispettivamente – al coniuge, ai figli e agli ascendenti di questa quota ereditaria.
Pertanto, in presenza di legittimario/i:
- una quota del patrimonio ereditario (quota di riserva) sarà riservata al legittimario stesso;
- un’altra quota di eredità (quota disponibile) potrà essere liberamente – senza il rischio che nessun legittimario la impugni – anche a soggetti non legittimari.
Patti successori: cosa sono e perché la legge li vieta.
Sono vietati accordi che abbiano ad oggetto la trasmissione della futura eredità.
Gli accordi in funzione dell’eredità sono patti successori e, in quanto vietati, sono nulli e non producono nessun effetto.
È quindi nullo qualsiasi accordo (patto, contratto, accordo) con il quale cui un soggetto:
- dispone della propria successione;
- oppure dei diritti che gli possono spettare su una successione non ancora aperta o l’atto con cui rinuncia ai medesimi diritti.
È una nullità che può essere rilevata d’ufficio dal giudice e/o da chiunque.
I tipi di patti successorio (vietati):
- Patti successori istitutivi: Sono vietati quegli accordi stipulati tra il futuro de cuius e i suoi futuri eredi. Ossia, gli accordi con i quali le due parti si accordino per il futuro sull’eredità.
- Patti successori dispositivi: Sono vietati quei contratti con cui un soggetto dispone di diritti che prevede di ottenere da una eredità di un terzo, presumendo in futuro di esserne erede.
- Patti successori rinunciativi: Sono vietati quei contratti, o atti unilaterali, mediante i quali qualcuno rinuncia a una futura chiamata ereditaria, collegata a un soggetto ancora in vita.
ESEMPIO 1
È nullo l’accordo con cui due fratelli stabiliscono oggi come dividersi l’eredità ancora futura dei genitori.
ESEMPIO 2
È nullo l’accordo sottoscritto da un genitore e dai figli che stabilisca in anticipo come verrà divisa l’eredità o che imponga ai figli di rinunciare preventivamente a eventuali future pretese successorie.
ESEMPIO 3
Non è valido l’accordo con cui un genitore vincola il figlio, a fronte di una somma di denaro ricevuta in vita, a “non chiedere altro” alla morte del genitore o a considerare la somma come l’intera quota ereditaria.
L’eredità in 30 secondi
- Alla morte di una persona, si apre lasuccessione e si individua chi sono gli eredi e quali beni compongono il patrimonio.
- Gli eredi possonoaccettare l’eredità, anche con beneficio di inventario, oppure rinunciarvi.
- La successione può esserelegittima (senza testamento) oppure testamentaria (con volontà del defunto).
- Alcuni familiari — coniuge, figli, talvolta ascendenti — hanno sempre diritto a unaquota minima garantita: sono i legittimari.
- Dopo l’accettazione, i beni cadono incomunione ereditaria, finché non viene fatta la divisione.
- Ogni passaggio va gestito con attenzione: errori formali possono produrre responsabilità, debiti o contenziosi.
L’eredità è un tema delicato e ogni scelta ha conseguenze.
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