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Affrontare la fine di un matrimonio è un percorso complesso, ma capire la procedura di divorzio e i relativi tempi può renderlo meno arduo. Questo articolo offre una guida chiara su come divorziare in Italia, analizzando la normativa, le differenze tra separazione e divorzio, i requisiti fondamentali e le diverse modalità procedurali: dal divorzio consensuale (con negoziazione assistita o ricorso in tribunale) a quello giudiziale, senza dimenticare le tempistiche del cosiddetto “divorzio breve”.

Introduzione alla Normativa sul Divorzio in Italia

In Italia, il divorzio è disciplinato principalmente dalla Legge n. 898 del 1° dicembre 1970, successivamente modificata da diverse normative, tra cui la più significativa è la Legge n. 55 del 6 maggio 2015, che ha introdotto il concetto di “divorzio breve”. Queste leggi definiscono le condizioni e le modalità attraverso le quali è possibile sciogliere gli effetti civili del matrimonio (o far cessare gli effetti civili della sentenza di matrimonio concordatario), ponendo fine al vincolo matrimoniale quando la comunione materiale e spirituale tra i coniugi non può più essere mantenuta o ricostituita.

Separazione e Divorzio Una Differenza Fondamentale

Prima di addentrarsi nella procedura di divorzio, è fondamentale comprendere la netta distinzione tra separazione e divorzio.

  • La separazione legale (consensuale o giudiziale) non scioglie il vincolo matrimoniale, ma ne sospende gli effetti. I coniugi rimangono formalmente sposati, ma non hanno più l’obbligo di coabitazione e possono iniziare a vivere vite separate. È una fase preparatoria, obbligatoria nella maggior parte dei casi, prima di poter accedere al divorzio. Se vuoi approfondire i primi passi per questa fase, puoi leggere la nostra guida su Separarsi a Milano i primi passi e i documenti necessari.
  • Il divorzio, invece, scioglie definitivamente il matrimonio, permettendo ai coniugi di contrarre nuove nozze. Con il divorzio, cessano tutti gli effetti civili e patrimoniali legati al matrimonio.

Tempi Minimi per il Divorzio

Uno degli aspetti più ricercati riguarda i tempi minimi richiesti per poter presentare la domanda di divorzio. A seguito delle modifiche introdotte con il “divorzio breve”, questi tempi sono stati significativamente ridotti:

  • 6 mesi in caso di separazione consensuale (ottenuta tramite accordo davanti al giudice, negoziazione assistita o dichiarazione in Comune).
  • 12 mesi in caso di separazione giudiziale (ottenuta tramite sentenza del tribunale).

Questi termini decorrono dalla data in cui i coniugi sono comparsi davanti al Presidente del Tribunale (per la separazione giudiziale) o dalla data di sottoscrizione dell’accordo di separazione (per quella consensuale, sia in negoziazione assistita che in Comune).

Requisiti Fondamentali per l’Ammissibilità del Divorzio

Per poter accedere al divorzio, oltre al decorso dei tempi minimi dalla separazione, sono necessari alcuni requisiti:

  • Precedente separazione legale: Come accennato, è la condizione preliminare nella quasi totalità dei casi.
  • Mancata riconciliazione: Dopo la separazione, i coniugi non devono aver ripreso la convivenza coniugale. Un breve tentativo di riconciliazione fallito non è generalmente considerato un impedimento, ma la ripresa stabile della convivenza annullerebbe gli effetti della separazione e renderebbe necessario ricominciare il processo.
  • Sentenza passata in giudicato o verbale di separazione omologato/accordo sottoscritto: È necessario che il provvedimento di separazione sia definitivo.

Le Procedure di Divorzio Consensuale o Giudiziale

La procedura per ottenere il divorzio può variare notevolmente in base all’accordo tra i coniugi. Si distinguono due macro-categorie:

Divorzio Consensuale

Il divorzio consensuale è la via preferibile quando i coniugi riescono a trovare un accordo su tutte le condizioni relative allo scioglimento del matrimonio: affidamento e mantenimento dei figli, assegnazione della casa coniugale, divisione dei beni e eventuale assegno divorzile per il coniuge economicamente più debole. Questo tipo di procedura è generalmente più rapido e meno oneroso.

La Negoziazione Assistita

La negoziazione assistita è una procedura extragiudiziale introdotta nel 2014, che permette ai coniugi, assistiti ciascuno dal proprio avvocato, di raggiungere un accordo di divorzio. L’accordo, sottoscritto dalle parti e dagli avvocati, viene poi trasmesso al Pubblico Ministero per il nulla osta (se non ci sono figli minori o incapaci o gravemente disabili) o per l’autorizzazione (se ci sono figli minori o incapaci o gravemente disabili). Una volta ottenuto il nulla osta/autorizzazione, l’accordo ha gli stessi effetti di una sentenza giudiziale e viene trascritto nei registri di stato civile. È la procedura più veloce in assenza di contenzioso.

Il Ricorso Congiunto in Tribunale

In alternativa alla negoziazione assistita, i coniugi possono presentare un ricorso congiunto al Tribunale. In questo caso, l’accordo viene sottoposto all’esame del giudice, che ne verifica la conformità alla legge e, in presenza di figli minori, la tutela dei loro interessi. Se l’accordo è ritenuto equo, il giudice emette una sentenza di divorzio. Anche questa via è relativamente rapida rispetto al divorzio giudiziale.

Divorzio Giudiziale

Il divorzio giudiziale è la procedura che si intraprende quando i coniugi non riescono a trovare un accordo sulle condizioni del divorzio. In questo caso, uno dei coniugi propone ricorso al Tribunale e si instaura una vera e propria causa legale. Il giudice dovrà decidere su tutte le questioni controverse: l’affidamento dei figli, il loro mantenimento, l’assegnazione della casa coniugale, l’eventuale assegno divorzile e la divisione dei beni. Questa procedura è notoriamente più lunga, complessa e costosa, potendo durare anche diversi anni, a seconda della complessità del caso e del carico del tribunale. Casi come il divorzio milionario tra Melinda e Bill Gates, pur avvenuto in un contesto giuridico diverso, evidenziano come la divisione di patrimoni complessi possa intricare anche le procedure che nascono come consensuali, rendendole di fatto lunghe e articolate.

Il Divorzio Breve La Velocità è Possibile

Il termine “divorzio breve” non si riferisce a una nuova tipologia di divorzio, ma alla riduzione dei tempi di attesa tra la separazione e la richiesta di divorzio, introdotta dalla Legge n. 55/2015. Come già indicato, ha accorciato i tempi da tre anni a sei mesi per la separazione consensuale e a dodici mesi per quella giudiziale. Questa riforma ha reso il percorso verso la cessazione del vincolo matrimoniale significativamente più rapido, rispondendo a un’esigenza di modernizzazione del diritto di famiglia.

FAQ sulle Tempistiche del Divorzio

Qui di seguito rispondi alle domande più frequenti sui tempi e le procedure di divorzio.

Quanto tempo ci vuole per ottenere un divorzio?

Dipende dalla procedura. Per un divorzio consensuale (negoziazione assistita o ricorso congiunto) i tempi possono variare da pochi mesi (3-6 mesi dopo i 6 mesi di separazione obbligatoria) a circa un anno. Per un divorzio giudiziale, i tempi sono molto più lunghi e possono estendersi da 2 a 5 anni, a seconda della complessità delle questioni da risolvere e del carico del tribunale.

Cosa si intende esattamente per “divorzio breve”?

Il “divorzio breve” si riferisce alla riduzione dei termini di attesa tra la separazione e la possibilità di chiedere il divorzio: 6 mesi per la separazione consensuale e 12 mesi per quella giudiziale. Non è una procedura diversa, ma un’accelerazione dei tempi pre-divorzio.

La presenza di figli minori influisce sui tempi del divorzio?

Sì, in presenza di figli minori, maggiorenni incapaci o gravemente disabili, la procedura richiede un controllo più approfondito da parte del Pubblico Ministero (nella negoziazione assistita) o del giudice (nel ricorso congiunto in tribunale) per assicurare la tutela dei loro interessi. Questo può comportare un leggero allungamento dei tempi, ma non modifica i termini minimi di separazione.

È possibile divorziare senza separarsi prima?

Generalmente no. La separazione legale è un requisito quasi universale per poter chiedere il divorzio in Italia. Esistono eccezioni molto rare e specifiche previste dalla legge (es. matrimonio non consumato, condanna penale grave di un coniuge), ma non rientrano nella casistica comune.

Quanto incide la complessità del patrimonio nella durata del divorzio?

La complessità del patrimonio e la difficoltà nel raggiungere un accordo sulla sua divisione possono influenzare significativamente la durata del divorzio, specialmente in quello giudiziale. Maggiore è il disaccordo sulla gestione economica, maggiore sarà il tempo necessario per risolvere le controversie.

Per una consulenza personalizzata sulla tua procedura di divorzio, o per maggiori informazioni sui tempi e i costi, non esitare a contattare lo Studio Legale e Avvocato Tronca. Ti offriamo assistenza qualificata per affrontare questo delicato passaggio con serenità e sicurezza. Puoi anche consultare la nostra sezione dedicata al Divorzio per approfondimenti.

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