Accettare un’eredità non è una semplice formalità. È una scelta che comporta conseguenze giuridiche ed economiche importanti: accettando, infatti, si diventa eredi a tutti gli effetti, subentrando nei beni, ma anche nei debiti del defunto.
Per questo motivo è fondamentale sapere quando l’accettazione è tacita, quando si rischia di diventare eredi senza volerlo, e quando invece è necessario proteggersi con il beneficio di inventario, soprattutto se vivi a Milano o ti stai confrontando con successioni complesse.
In questa guida trovi una spiegazione chiara e pratica di tutte le forme di accettazione, con esempi reali e tempi da rispettare.
COME ACCETTARE L’ EREDITÀ.
Per diventare erede, è dunque necessaria l’accettazione da parte del chiamato all’eredità.
Sono due le forme di accettazione dell’eredità:
- accettazione espressa;
- accettazione tacita (o per fatti concludenti).
Accettazione espressa dell’eredità.
L’accettazione espressa dell’eredità è una dichiarazione con la quale il chiamato manifesta espressamente la volontà di acquistare l’eredità a lui devoluta e diventare erede.
Si tratta di:
- un atto irrevocabile: se accetti, non puoi successivamente rinunciare;
- non può essere sottoposta a condizione o a termine;
- accettazione totale: riguarda l’intera eredità; non è ammessa un’accettazione parziale.
L’accettazione di eredità espressa avviene per:
- atto pubblico(atto davanti al notaio)
- o con una scrittura privata.
Accettazione tacita dell’eredità (con esempi pratici).
L’accettazione tacita si verifica senza una manifestazione espressa di voler accettare.
Attraverso il compimento di atti da parte del chiamato all’eredità, che presuppongono necessariamente la sua volontà di accettare, si accetta tacitamente.
Alcuni esempi (non esaustivi: consulta sempre un avvocato, prima di ogni adempimento):
- il chiamato all’eredità incassa un assegno intestato al defunto per il pagamento di un suo credito[1];
- il chiamato all’eredità paga dei debiti del defunto, utilizzando denaro prelevato dal patrimonio ereditario[2];
- il chiamato all’eredità richiede la voltura catastale dell’immobile in eredità[3];
- il chiamato all’eredità firma un contratto preliminare per la vendita dell’immobile caduto in eredità.
Il chiamato all’eredità che accetta mediante comportamenti concludenti, quindi, non esprime con atti formali la volontà di accettare, ma con comportamenti verso i beni ereditari, che sono inequivocabilmente compatibili con l’accettazione.
Quindi, se sei un chiamato all’eredità, fai attenzione: il pagamento di un debito del de cuius, la voltura di un immobile del de cuius, magari fatti in buona fede senza pensare di voler diventare erede, comportano invece che tu sia erede.
Oltre a ricevere le ricchezze del de cuius, risponderai anche dei debiti che eventualmente ha lasciato.
Il chiamato all’eredità – prima di compiere ogni attività – è bene che conosca perfettamente il patrimonio ereditario, se vi siano dei debiti e che si confronti con un avvocato.
QUALI ATTI NON COSTITUISCONO ACCETTAZIONE DELL’EREDITÀ.
Non valgono quale accettazione tacita dell’eredità gli atti solo conservativi di una gestione dei beni.
Ad esempio:
- la presentazione della dichiarazione di successione con il pagamento della relativa imposta;
- il pagamento delle spese funerarie;
- l possesso dei beni, avendo però predisposto l’inventario entro tre mesi dall’apertura della successione.
Gli atti meramente conservativi o urgenti non valgono quindi come accettazione.
Finché ti limiti ad atti conservativi o necessari, non diventi erede
ACCETTAZIONE CON BENEFICIO DI INVENTARIO: QUANDO SERVE DAVVERO.
È lo strumento che ti protegge dai debiti del defunto, separando il tuo patrimonio dal suo.
Sei chiamato all’eredità e temi che il de cuius possa avere lasciato dei debiti?
Sappiamo che l’accettazione pura e semplice dell’eredità comporta che l’erede acquisti i crediti del de cuius e risponda anche dei debiti; è l’effetto della confusione del patrimonio del defunto e quello del de cuius.
L’accettazione con beneficio di inventario permette di tenere distinto il patrimonio del defunto da quello personale dell’erede: così metti al riparo il tuo patrimonio personale dai creditori del de cuius.
L’accettazione con beneficio di inventario è quindi consigliata, quando non è chiaro inizialmente a quanto ammonti l’attivo e il passivo del patrimonio da ereditare.
QUANDO È OBBLIGATORIA L’ACCETTAZIONE CON BENEFICIO DI INVENTARIO.
Alcuni soggetti sono obbligati ad accettare con il beneficio di inventario.
In particolare, possono accettare solo con il beneficio di inventario:
- il minore di età[4];
- l’interdetto;
- l’inabilitato;
- il minore emancipato;
- le persone giuridiche, le associazioni, le fondazioni e gli enti non riconosciuti.
I genitori del figlio minore e il tutore dell’interdetto possono quindi accettare le eredità a tali soggetti devolute, solo con beneficio d’inventario, dopo l’autorizzazione del giudice tutelare.
Ugualmente gli inabilitati e gli emancipati possono, con l’assistenza del curatore, accettare le eredità solo con beneficio di inventario e previa autorizzazione del giudice tutelare.
Ad eccezione delle società commerciali, le persone giuridiche, le associazioni, le fondazioni e gli enti non riconosciuti possono accettare una eredità loro devoluta (per testamento) solo con beneficio di inventario.
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FORMA DELL’ATTO DI ACCETTAZIONE CON BENEFICIO DI INVENTARIO
La dichiarazione di accettazione con beneficio di inventario viene presentata davanti a un notaio o davanti al cancelliere del tribunale nella cui circoscrizione si è aperta la successione.
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COSA DEVE CONTENERE L’INVENTARIO
L’inventario è un atto pubblico, che viene predisposto dal cancelliere o dal notaio incaricati.
L’inventario contiene:
- elenco dei beni ereditari;
- la loro descrizione;
- la loro valutazione.
Il notaio non può limitarsi a ricevere la semplice dichiarazione dell’erede: è tenuto ad accertarsi di persona della sussistenza e della consistenza dei beni, recandosi personalmente nel luogo in cui gli stessi si trovano.
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TEMPISTICHE DA RISPETTARE
In quanto tempo deve essere concluso l’inventario dell’eredità?
Il periodo concesso è differente a seconda che il chiamato si trovi o meno nel possesso dei beni ereditari.
Se il chiamato all’eredità è nel possesso dei beni o anche solo di un bene ereditario[5], deve fare l’inventario entro 3 mesi dal giorno dell’apertura della successione o dalla notizia della devoluta eredità.
Pensiamo al figlio che continui ad abitare, appena dopo la morte del genitore, nell’immobile di proprietà di quest’ultimo.
Se entro tale termine ha iniziato l’inventario ma non lo ha completato, può ottenere dal tribunale del luogo di apertura della successione, una proroga di altri 3 mesi, salvo gravi circostanze.
Trascorsi 3 mesi senza il completamento dell’inventario, il chiamato possessore diventa erede puro e semplice.
Concluso l’inventario, il chiamato ha 40 giorni, per accettare o meno l’eredità. Se non si esprime, è considerato erede puro e semplice.
SINTETIZZANDO con un ESEMPIO:
Caio rimane a vivere nell’appartamento del genitore deceduto.
È tenuto, in quanto possessore di un bene ereditario, a fare l’inventario.
- Se non conclude l’inventario entro 3 mesi o se non fa l’inventario: Caio diventa erede puro e semplice, così che risponderà con il proprio patrimonio dei debiti ereditari.
- Se conclude l’inventario nel termine di 3 mesi, ma lascia trascorrere 40 giorni dalla conclusione, senza esprimersi sull’accettazione, Caio ugualmente diventa erede puro e semplice.
ATTENZIONE!
Se sei chiamato all’eredità e hai anche solo un bene ereditario, devi rispettare queste tempistiche.
Il mancato adempimento nel termine di 3 mesi dell’inventario;
- il mancato inventario,
- o la mancata decisione entro 40 giorni dalla conclusione dell’inventario
ti faranno pertanto diventare automaticamente erede puro e semplice e risponderai dei debiti ereditari anche con il tuo patrimonio personale.
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Il chiamato all’eredità che non è nel possesso di beni ereditari può fare la dichiarazione di accettare col beneficio di inventario fino a che il diritto di accettare non sia prescritto e quindi ha 10 anni di tempo dall’apertura della successione o dalla notizia dell’apertura della successione.
Una volta fatta la dichiarazione, l’erede deve predisporre l’inventario nel termine di 3 mesi dalla dichiarazione.
Se l’erede ha fatto l’inventario non preceduto da dichiarazione d’accettazione, questa deve essere fatta nei 40 giorni successivi al compimento dell’inventario; in mancanza, il chiamato perde il diritto di accettare l’eredità.
ESEMPIO:
- ACCETTAZIONE DELL’EREDE PURO E SEMPLICE E DEBITI EREDITARI
Tizio muore e lascia in eredità una casa dal valore di € 180.000,00 e dei debiti con il fisco per € 210.000,00.
Caio accetta l’eredità senza beneficio di inventario e senza prima essersi accertato se Tizio avesse dei debiti.
Caio dovrà quindi saldare il pagamento di € 210.000,00 verso il fisco, utilizzando non solo quanto ricavato dall’eredità di Tizio (180.000,00€, il valore dell’immobile), ma anche dando fondo al proprio patrimonio (€ 30.000,00 di Caio, per concorrere a pagare tutto il debito ereditario).
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ACCETTAZIONE DELL’EREDE BENEFICIATO E DEBITI EREDITARI.
Nell’esempio, Caio accetta invece con beneficio di inventario: se Tizio avrà quindi lasciato un debito di € 210.000,00, Caio potrà saldarlo esclusivamente con il patrimonio lasciato dal defunto.
Il defunto ha lasciato solo una casa dal valore di € 180.000,00? Ebbene, Caio dovrà soddisfare il credito del fisco esclusivamente con il ricavato della casa di Tizio e non sarà obbligato a utilizzare il proprio patrimonio, per saldare il debito totale.
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ACCETTAZIONE DELL’EREDITÀ IN 30 SECONDI
A. Cosa significa accettare l’eredità
- Diventi erede a tutti gli effetti.
- Subentri inbeni e debiti del defunto.
- L’accettazione ètotale, irrevocabile e non condizionabile.
- Può essereespressa o tacita.
B. Quando scatta l’accettazione tacita
Basta un atto incompatibile con la volontà di rinunciare:
- incassare un credito del defunto;
- pagare un suo debito usando l’eredità;
- chiedere la voltura catastale;
- vendere o promettere la vendita di un bene ereditario.
C. Quando usare il beneficio di inventario
È lo strumento che ti tutela dai debiti del defunto:
- separa il tuo patrimonio da quello ereditario;
- rispondi dei debiti solo entro il valore dei beni ereditati.
Obbligatorio per minori, interdetti, inabilitati, enti.
Tempi fondamentali se possiedi un bene ereditario:
- inventario entro3 mesi;
- decisione entro40 giorni dall’inventario;
- se non rispetti i termini → diventi erede puro e semplice.
Hai dubbi sull’accettazione dell’eredità o temi la presenza di debiti?
A Milano seguo ogni giorno persone che devono scegliere se accettare, rinunciare o tutelarsi con il beneficio di inventario.
Contattami per una valutazione immediata della situazione ereditaria e per evitare errori che possono costare caro.
[1] Cass. 5 novembre 1999 n. 12327
[2] Cass. 22 febbraio 2018 n. 4320
[3] Cass. 11 maggio 2009 n. 10796
[4] Al minore, una volta divenuto maggiorenne, è preclusa la possibilità di rinuncia all’eredità a suo tempo accettata per lui con beneficio d’inventario (Cass. 5 giugno 2019 n. 15267, Cass. 16 novembre 2018 n. 29665).
[5] Non occorre possedere l’intero patrimonio del defunto, ma è sufficiente il possesso di un solo bene, di cui sia nota al chiamato la provenienza ereditaria purché avente un certo valore economico (Cass. 14 maggio 1994 n. 4707).


