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Dopo un decesso non ci sono solo aspetti emotivi da gestire: ci sono anche adempimenti fiscali che non puoi rimandare.
Il principale è la dichiarazione di successione, indispensabile per comunicare all’Agenzia delle Entrate chi sono gli eredi, quali beni compongono l’eredità e quali imposte devono essere pagate.

Molti pensano che sia solo un modulo: non è così.
Sapere quando è obbligatoria, chi deve presentarla e cosa comporta davvero evita sanzioni, blocchi bancari e problemi sugli immobili.

E, soprattutto, a Milano – dove spesso ci sono appartamenti, box, conti cointestati e investimenti – un errore nella dichiarazione può rallentare tutto: volture, vendite, divisioni.

In questa guida trovi una spiegazione chiara e pratica di tutto ciò che devi sapere per non sbagliare.

Cos’è la dichiarazione di successione.

La dichiarazione di successione è una comunicazione obbligatoria all’Agenzia delle Entrate con cui si indicano:

  • i dati del defunto;
  • gli eredi e le rispettive quote;
  • i beni ereditari (immobili, conti, investimenti, partecipazioni);
  • i debiti e gli oneri deducibili.

Non è un atto di accettazione dell’eredità in senso civilistico, ma ha rilevanza fiscale e patrimoniale molto concreta.

Quando è obbligatoria la dichiarazione di successione.

La dichiarazione di successione è obbligatoria nella maggior parte dei casi.

Deve essere presentata quando l’eredità comprende:

  • beni immobili o diritti reali immobiliari;
  • rapporti bancari o finanziari;
  • patrimoni di valore rilevante.

Quando non è necessaria la dichiarazione di successione

In pochi casi la dichiarazione non è necessaria. Succede solo quando l’eredità è molto semplice e di valore contenuto.

Non è richiesta solo se:

  • l’eredità è devolutaesclusivamente al coniuge e/o ai parenti in linea retta;
  • non ci sono beni immobili;
  • il valore complessivo dell’asse ereditarionon supera 100.000 euro.

Esempio:
Se il defunto lascia un appartamento e un box auto, anche se gli eredi non vogliono venderli subito, la dichiarazione di successione è obbligatoria.

Senza questo adempimento non è possibile volturare gli immobili a nome degli eredi e rimangono formalmente intestati al defunto.

Esempio:
Se nell’eredità ci sono solo somme di denaro, ma l’importo complessivo sui conti supera i 100.000 euro, la dichiarazione è comunque necessaria.

La banca, in assenza di dichiarazione, può bloccare i rapporti e non procedere allo svincolo.

Esempio:
Se il defunto ha fatto donazioni a uno degli eredi, queste devono essere dichiarate perché incidono sull’imposta di successione.

Anche in questo caso la dichiarazione è dovuta, anche se non ci sono immobili.

Chi deve presentare la dichiarazione di successione.

Sono obbligati a presentare la dichiarazione:

  • gli eredi;
  • i chiamati all’eredità che non hanno ancora rinunciato;
  • i legatari, per i beni ricevuti;
  • i rappresentanti legali (per minori o incapaci).

È sufficiente che la dichiarazione venga presentata da uno solo, ma gli effetti ricadono su tutti.

Se nessuno la presenta, le sanzioni ricadono comunque sugli eredi effettivi.

Entro quando va presentata

La dichiarazione di successione deve essere presentata:

  • entro 12 mesi dalla data del decesso.

Il termine è perentorio: il ritardo comporta sanzioni amministrative e interessi, anche se le imposte dovute sono modeste.

Dichiarazione di successione e accettazione dell’eredità.

In linea generale:

  • la dichiarazione di successionenon equivale automaticamente ad accettazione dell’eredità;
  • tuttavia,alcune condotte collegate (come la disponibilità dei beni o la voltura immediata degli immobili) possono integrare accettazione tacita.

Chi intende rinunciare all’eredità, deve fare molta attenzione: presentare la dichiarazione senza una strategia chiara può creare problemi.

Dichiarazione di successione e immobili

Quando nell’eredità sono presenti immobili, la dichiarazione:

  • consente lavoltura catastale;
  • rende gli eredi intestatari pro quota;
  • è indispensabile pervendere, donare o dividere i beni.

In presenza di più eredi, la dichiarazione non scioglie la comunione ereditaria, ma la rende ufficiale dal punto di vista fiscale e catastale.

 

Quali imposte si pagano con la dichiarazione

Con la dichiarazione di successione si liquidano:

  • imposte ipotecarie e catastali;
  • imposta di successione, se dovuta;
  • eventualitributi speciali e bolli.

Le imposte variano in base:

  • al grado di parentela;
  • al valore dei beni;
  • alle franchigie previste dalla legge.

Ad esempio, se un figlio eredita un immobile dal valore di 180.000 €, non paga l’imposta di successione grazie alla franchigia da 1 milione, ma deve versare imposta ipotecaria e catastale in misura fissa (200 € + 200 €).

IN 30 SECONDI: DICHIARAZIONE DI SUCCESSIONE

  1. Che cos’è
    È un adempimento fiscale obbligatorio che serve a dichiarare eredi, beni e imposte relative all’eredità.
  2. Quando è obbligatoria
    Quando ci sono immobili, conti bancari, investimenti, o un patrimonio che supera 100.000 €.
  3. Entro quando va fatta
    Entro 12 mesi dal decesso, altrimenti scattano sanzioni.
  4. Attenzione a un punto importante
    La dichiarazione non è accettazione dell’eredità, ma alcune azioni collegate possono diventarlodi fatto.
  5. Perché non conviene farla da soli
    Errori, omissioni o ritardi possono bloccare conti, volture o divisioni.

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