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Quando una successione coinvolge più Paesi – perché il defunto viveva all’estero, possedeva beni in Stati diversi o aveva eredi residenti in più ordinamenti – stabilire quale legge regola l’eredità diventa un passaggio fondamentale.

Per evitare conflitti tra sistemi giuridici nazionali, l’Unione europea ha introdotto il Regolamento (UE) n. 650/2012, che disciplina la competenza giurisdizionale, la legge applicabile, il riconoscimento delle decisioni e il certificato successorio europeo nelle successioni con elementi di internazionalità.

La regola generale è che la successione sia disciplinata dalla legge dello Stato della residenza abituale del defunto. Tuttavia il regolamento prevede anche una possibilità molto importante: il testatore può scegliere che l’intera successione sia regolata dalla legge della propria cittadinanza.

Questa possibilità è nota come professio iuris. In questo articolo vediamo quando è possibile esercitare questa scelta e quali effetti produce nella successione internazionale.

Sintesi legale

La scelta della legge nella successione internazionale in 30 secondi

  • Nelle successioni internazionali la legge applicabile è normalmente quella della residenza abituale del defunto
  • Il Regolamento UE 650/2012 consente però al testatore di scegliere la legge della propria cittadinanza
  • Questa scelta deve essere contenuta in una disposizione a causa di mortecome un testamento
  • La legge scelta regolerà l’intera successione: individuazione degli eredi, quote ereditarie, diritti dei legittimari e modalità di trasferimento dei beni

La regola generale: la legge della residenza abituale del defunto

Il Regolamento UE 650/2012 stabilisce che, di regola, la successione è regolata dalla legge dello Stato in cui il defunto aveva la propria residenza abituale al momento della morte.

Questo criterio consente di applicare una sola legge all’intera successione, indipendentemente dal luogo in cui si trovano i beni ereditari.

La stessa legge disciplina quindi tutti gli aspetti principali della successione, tra cui:

  • l’individuazione degli eredi;
  • la determinazione delle quote ereditarie;
  • il trasferimento dei beni ereditari;
  • la responsabilità per i debiti del defunto.

Si tratta del cosiddetto principio di unità della successione, introdotto proprio dal regolamento europeo per evitare conflitti tra ordinamenti giuridici diversi.

Dal sistema della scissione al principio di unità della successione

Prima dell’entrata in vigore del Regolamento europeo, le successioni internazionali erano disciplinate dalle norme di diritto internazionale privato dei singoli Stati.

Nel sistema italiano, ad esempio, l’art. 46 della legge n. 218/1995 individuava come legge applicabile quella della cittadinanza del defunto.

In molti casi questo sistema poteva portare alla cosiddetta scissione della successione, cioè all’applicazione di leggi diverse ai beni ereditari in base alla loro natura o al luogo in cui si trovavano.

Il Regolamento UE 650/2012 ha invece introdotto un modello diverso, fondato sull’unità della successione, per cui un’unica legge regola l’intera eredità.

Prima e dopo il Regolamento UE 650/2012

Dalla scissione all’unità della successione

  • Prima del Regolamento europeonelle successioni con elementi di internazionalità potevano applicarsi leggi diverse ai beni ereditari con la cosiddetta scissione della successione
  • Con il Regolamento UE 650/2012si applica in linea generale un’unica leggequella della residenza abituale del defunto, secondo il principio di unità della successione

E così la giurisprudenza della nostra Corte di Cassazione si è espressa:

Giurisprudenza

Scissione della successione nel sistema precedente al Regolamento europeo
Le Sezioni Unite della Corte di Cassazione, 5 febbraio 2021, n. 2867hanno ricordato che nel sistema di diritto internazionale privato italiano, fondato sull’art. 46 della legge n. 218/1995, poteva verificarsi la scissione della successione Applicando le norme di conflitto straniere e il meccanismo del rinvio previsto dall’art. 13 della stessa legge, i beni ereditari potevano essere assoggettati a leggi diverse, con la formazione di masse ereditarie disciplinate da ordinamenti differenti.
Il Regolamento UE 650/2012 ha invece introdotto il principio dell’unità della successione fondato sulla residenza abituale del defunto.

La scelta della legge nella successione internazionale (professio iuris)

Accanto alla regola generale della residenza abituale, il regolamento europeo consente al testatore di scegliere la legge applicabile alla propria successione.

L’articolo 22 del Regolamento UE 650/2012 stabilisce che una persona può scegliere che la propria successione sia regolata dalla legge dello Stato di cui possiede la cittadinanza.

Questa scelta deve essere espressa in una disposizione a causa di morte, normalmente contenuta in un testamento.

La legge scelta regolerà l’intera successione, comprese:

  • l’individuazione degli eredi;
  • la validità delle disposizioni testamentarie;
  • la divisione del patrimonio;
  • i diritti dei legittimari.

Quando è utile scegliere la legge della cittadinanza

La scelta della legge applicabile può essere particolarmente utile nelle situazioni in cui il testatore vive stabilmente in uno Stato diverso da quello di cittadinanza.

Ad esempio:

  • cittadini italiani residenti all’estero;
  • persone con beni immobili situati in più Paesi;
  • famiglie con eredi residenti in Stati diversi.

In questi casi la professio iuris consente di mantenere un collegamento giuridico con il proprio ordinamento nazionale e di ridurre le incertezze nella disciplina della successione.

Limiti della scelta della legge

La scelta della legge applicabile non è completamente libera.

Il regolamento stabilisce infatti alcune condizioni:

  • può essere scelta solo la legge della cittadinanza del testatore;
  • la scelta deve risultare da una disposizione a causa di morte;
  • non può essere effettuata dagli eredi dopo la morte.
Giurisprudenza

Scelta della legge e competenza del giudice nelle successioni internazionali

La Corte di giustizia dell’Unione europea, Sez. V, 7 aprile 2022, causa C-645/20, ha chiarito che il Regolamento (UE) n. 650/2012 stabilisce criteri uniformi per individuare il giudice competente nelle successioni con elementi di internazionalità.

Le norme sulla competenza giurisdizionale non consentono alle parti di scegliere liberamente il foro di uno Stato membro. Tuttavia la scelta della legge applicabile da parte del testatore può incidere sull’individuazione del giudice competente secondo i meccanismi previsti dal regolamento.

Conclusioni

Nelle successioni con elementi di internazionalità la determinazione della legge applicabile è un passaggio decisivo.

Il Regolamento UE 650/2012 ha introdotto un sistema unitario fondato sulla residenza abituale del defunto, superando i precedenti modelli che potevano portare alla scissione della successione.

Allo stesso tempo il regolamento consente al testatore di scegliere la legge della propria cittadinanza attraverso la professio iuris, offrendo uno strumento importante di pianificazione patrimoniale per chi vive o possiede beni in più Paesi.

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    Domande Frequenti

    Cos'è la scelta della legge nella successione internazionale?
    La scelta della legge nella successione internazionale è la possibilità, prevista dal Regolamento UE n. 650/2012, per una persona di stabilire che la propria successione sia regolata dalla legge dello Stato di cui possiede la cittadinanza. Questa facoltà è nota come professio iuris.
    Qual è la legge applicabile di regola nella successione internazionale?
    Secondo il Regolamento UE n. 650/2012, la successione è normalmente regolata dalla legge dello Stato in cui il defunto aveva la sua residenza abituale al momento della morte. Questo criterio consente di applicare un'unica legge all'intera successione.
    Come si esercita la scelta della legge della cittadinanza?
    La scelta della legge della cittadinanza deve essere espressa in una disposizione a causa di morte, normalmente contenuta in un testamento. Attraverso questa dichiarazione il testatore può stabilire che la propria successione sia regolata dalla legge dello Stato di cui è cittadino.
    È possibile scegliere liberamente qualsiasi legge per regolare la successione?
    No. Il Regolamento UE n. 650/2012 consente di scegliere soltanto la legge dello Stato di cui il testatore possiede la cittadinanza al momento della scelta o al momento della morte. Non è possibile scegliere la legge di un altro Stato senza questo collegamento.
    La scelta della legge applicabile incide anche sul giudice competente?
    In linea generale il giudice competente è quello dello Stato in cui il defunto aveva la residenza abituale al momento della morte. Tuttavia, quando il testatore ha scelto la legge della propria cittadinanza, il Regolamento UE n. 650/2012 prevede meccanismi che possono collegare la competenza giurisdizionale alla legge scelta.