Quando si eredita, il primo timore è sempre lo stesso: quanto si paga di tasse?
Le tasse da pagare riguardano imposta ipotecaria, catastale e l’eventuale imposta di successione, che scatta solo oltre specifiche franchigie. Una novità importante riguarda l’esenzione totale dall’imposta di successione per i trasferimenti di aziende e partecipazioni, applicabile se gli eredi mantengono l’attività o il controllo per almeno cinque anni.
Questa guida spiega in modo semplice quanto si paga, quando non si paga e come funziona davvero l’esenzione nei passaggi aziendali.
Le imposte da pagare in successione
Imposta ipotecaria e catastale
Per gli immobili ereditati si pagano generalmente:
- Imposta ipotecaria: 2%
- Imposta catastale: 1%
Oppure importi fissi (50 € + 50 €) se ricorrono le agevolazioni “prima casa” in successione.
Altre imposte e tributi
- Tassa ipotecaria (registrazione del passaggio dell’immobile nei registri immobiliari)
- Bollo catastale (aggiornamento delle informazioni catastali presso l’Agenzia delle Entrate)
- Tributi speciali catastali (costi tecnici per l’elaborazione della pratica da parte del Catasto)
- Voltura catastale (intestazione formale dell’immobile agli eredi: senza voltura l’immobile non risulta correttamente assegnato)
Imposta di successione: quando si paga e quanto
L’imposta varia in base al rapporto di parentela:
- 4%, con franchigia da 1.000.000 € per coniuge e figli
- 6%, con franchigia da 100.000 € per fratelli e sorelle
- 6% senza franchigia per parenti fino al 4º grado
- 8% per tutti gli altri
Gli immobili sono tassati sul valore catastale, non su quello di mercato.
Esempio pratico
Se coniuge e/o figli ricevono un’eredità inferiore a 1.000.000 €, non devono nulla.
Sulla parte che supera la franchigia, si paga il 4% sull’eccedenza.
Stesso schema per fratelli e sorelle, con franchigia ridotta a 100.000 €.
Il calcolo delle imposte viene accertato mediante la compilazione della dichiarazione di successione.
L’esenzione sul trasferimento di aziende e partecipazioni
Questa è l’agevolazione più rilevante nella materia ereditaria: riguarda il passaggio generazionale dell’azienda di famiglia o delle quote con cui si esercita il controllo di una società.
La disciplina attuale dell’esenzione dall’imposta di successione per i trasferimenti mortis causa di aziende, rami d’azienda, quote e partecipazioni societarie deriva dalla riscrittura dell’art. 3, comma 4-ter, del D.lgs. 346/1990, introdotta dal Decreto legislativo 18 settembre 2024, n. 139.
La norma subordina il beneficio al mantenimento dell’attività o del controllo per almeno cinque anni da parte degli eredi.
Quando non si paga nulla
Non sono soggetti all’imposta di successione i trasferimenti:
- di azienda o ramo d’azienda;
- di quote di S.r.l.;
- di azioni;
- di partecipazioni che attribuiscono il controllo della società.
Condizioni obbligatorie (per 5 anni)
Gli eredi devono:
- proseguire l’attività d’impresa per almeno 5 anni (se si eredita un’azienda);
- mantenere il controllo della società per almeno 5 anni (se si ereditano partecipazioni che attribuiscono il controllo);
- mantenere la titolarità delle quote per almeno 5 anni (negli altri casi).
Cosa succede se non si rispettano le condizioni
- decadenza dal beneficio;
- pagamento dell’imposta ordinaria;
- applicazione della sanzione prevista dall’art. 13 d.lgs. 471/1997;
- interessi a decorrere dalla data del trasferimento.
Valido anche per società estere
L’esenzione si applica anche alle partecipazioni in società UE/SEE o in Paesi con adeguato scambio di informazioni.
Tabella sull’esenzione d’imposta di successione sui trasferimenti di azienda e partecipazioni
Esenzione imposta di successione per trasferimenti aziendali
| Norma di riferimento | Art. 3, comma 4-ter T.U. successioni (modificato): esenzione dall’imposta di successione per il trasferimento mortis causa di aziende e partecipazioni societarie. |
| Oggetto dell’agevolazione | Azienda o ramo d’azienda, quote di S.r.l., azioni e partecipazioni che attribuiscono il controllo della società. |
| Condizioni (5 anni) | L’erede deve:
• proseguire l’attività d’impresa per 5 anni (azienda); • mantenere il controllo per 5 anni (partecipazioni di controllo); • mantenere la titolarità delle quote per 5 anni (altri casi). |
| Decadenza | Perdita del beneficio + pagamento imposta ordinaria + sanzione art. 13 d.lgs. 471/1997 + interessi dalla data del trasferimento. |
| Società estere | Valido anche per società UE/SEE o Paesi con adeguato scambio di informazioni. |
Quando conviene pianificare prima
Situazioni in cui la valutazione preventiva è fondamentale:
- azienda familiare con più eredi;
- presenza di immobili di valore elevato;
- necessità di proteggere un erede debole;
- rischio di conflitti tra coeredi (link divisione eredià);
- patrimoni misti tra azienda e immobili.
Una consulenza preventiva evita tasse non dovute e contenziosi futuri.
Eredità: le tasse da pagare In 30 secondi
- In successione si pagano imposte ipotecarie e catastali, oltre all’eventuale imposta di successione.
- L’imposta di successione scatta solo oltre determinate franchigie.
- Esiste una esenzione totale per il trasferimento ereditario di aziende e partecipazioni societarie, se gli eredi rispettano precise condizioni per 5 anni.
Una corretta pianificazione evita sorprese, contenziosi e costi inutili


